sabato 1 agosto 2015

Monte Guastanella, l’ombra pervasiva e invasiva di Minosse per Massimo Cultraro

intervisa di Anna Rita Fontana al prof. Massimo Cultraro pubblicata in www.siciliajournal.it 31/07/15 

Cultura, primo piano, Società, Turismo, Uomini e Popoli


Santa Elisabetta (AG) – Le attenzioni rivolte al monte Guastanella nel convegno di studi svoltosi a Santa Elisabetta, con oggetto la sua candidatura Unesco, ci hanno permesso di approfondire aspetti del territorio legati al sito, nonché la rilevanza mitologica così ben curata dall’archeologa Rosamaria Rita Lombardo nel saggio L’ultima dimora del re. Una millenaria narrazione siciliana “svela” la tomba di Minosse (Fara Editore). Abbiamo colto l’occasione per saperne di più, rivolgendo alcune domande al prof. Massimo Cultraro, primo ricercatore al CNR dell’Università di Catania, nonché docente di Preistoria egea all’Università di Palermo.

Prof. Cultraro, quale aspetto ritiene più interessante sul mito di Minosse, del quale ha posto in rilievo “l’ombra pervasiva e invasiva” nel monte Guastanella?
“Per me è attraente l’aspetto del trasferimento di un mito cretese, da un’isola specifica del Mediterraneo a cui è legato, a un’altra isola che è la Sicilia, e in particolare a un territorio ben preciso che si circoscrive all’agrigentino. Il fascino è insito anche nel fatto che Minosse esprimeva lo status regale di sovrano che i cretesi riconoscevano al re di Creta, considerato il re dei re in assoluto, e il primo monarca che regnò sui mari. Dal punto di vista archeologico poi la sovrapposizione del mito coincide con la presenza di materiali egeo-micenei, rilevati nella zona in oggetto.”
Quindi è bene sostenere la tesi della Lombardo per attivare quanto prima in loco una campagna di scavi?
“Sicuramente, anche ai fini turistici, e tenendo conto delle risorse geominerarie della zona compresa nella valle del Platani, di cui parla per ultimo Plinio, vissuto alla fine del primo secolo a.C., indicando genericamente un ager agrigentum che ha evidenziato oltre al salgemma e allo zolfo, rilevanti presenze di bitume, come si evince anche da un recente studio di Mattia Sella. Un olio nero importante, usato nella carpenteria, come fonte di illuminazione, nella riparazione di vasi e nella produzione di farmaci. A quanto pare l’isola di Creta fu beneficiata proprio dal bitume siciliano”.
Ingresso-camera-3Le bellezze naturalistiche della montagna lasciano immaginare un mondo sotterraneo, come si evince anche dal saggio dell’archeologa…
“Infatti, noi potremmo trovare sotto le strutture del monte anche la presenza di un sostrato preistorico risalente all’età del bronzo. La presenza umana è inoltre attestata già dal terzo millennio a.C. da alcuni indizi fondamentali, come un paio di tombe a grotticella, piccola cavità scavate nel calcare, appunto dell’età del bronzo.”
E che dire delle ossa di Minosse restituite ai cretesi secondo le fonti storico-mitologiche?
“La storia del trafugamento dei corpi è lunga: si va dalla saga ateniese del corpo di Teseo, procedendo nei secoli fino alla storia moderna e contemporanea, con la mummificazione del corpo di Giuseppe Mazzini, e al trafugamento del corpo di Benito Mussolini. In ogni caso si tratta di testimonianze di una cultura ricca di valori nella storia dell’uomo.”
Qual è a questo punto la linea ottimale da seguire per valorizzare al meglio questo territorio e renderlo produttivo per il turismo?
“Bisogna evitare innanzitutto gli scontri campanilistici, lavorando su un’area intercomunale che raggruppi diverse realtà ed evitando che la Valle dei templi sia l’unica realtà che polarizza l’attenzione. Bisogna coinvolgere anche, a fianco dell’archeologo, l’antropologo e l’etnologo, in un’ottica territoriale più vasta. È d’obbligo riconoscere in proposito il lavoro eccellente della Soprintendenza, in termini di tutela, analisi e catalogazione di riscontro sul terreno di tracce antiche.”
IMG_1604La sinergia tra istituzioni ed enti locali dovrebbe però affiancarsi a un cambiamento della mentalità siciliana…
“Sì, con una maggiore apertura, per ragionare finalmente in chiave moderna e mettere in atto il concetto di museo diffuso, creando quante più postazioni possibili con supporti multimediali ad avanzata tecnologia, nel campo delle strategie del patrimonio culturale. In altre parole, creare una rete informativa che catturi l’attenzione del visitatore e lo porti virtualmente in una prima fase, e dopo in termini reali, nei posti che vuole visitare.”


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giovedì 30 luglio 2015

Foto e video Convegno candidatura Unesco sito archeologico di Monte Guastanella per iniziativa di Rosamaria Rita Lombardo

per notizie e link sul sito del Monte Guastanella rivelato – anche attraverso il recupero di fonti orali – da Rosamaria Rito Lombardo v. L'ultima dimora del Re

Video sul Convegno dedicato alla candidatura Unesco del sito

www.youtube.com/watch?v=mO-X6R-GYk8

www.youtube.com/watch?v=dJmEMAUug9o


Articolo pubblicato su La Sicilia del 20 luglio 2015








Rosamaria Rita Lombardo

Rosamaria Rita Lombardo e Raymond Bondin (ambasciatore Unesco)

mercoledì 29 luglio 2015

I sogni degli anni Sessanta

di Vincenzo D'Alessio



Durante gli anni Sessanta del secolo appena trascorso, sulla scia dei più famosi gruppi musicali che si formarono all'estero e in Italia, anche la città di Solofra ebbe i suoi rappresentanti. Tra questi vorrei ricordare il gruppo musicale denominato “The New Souls”, che formai il 18 settembre 1968 dopo la breve esperienza del precedente gruppo denominato “The Shipwrecks”, il quale ebbe lunga vita e un notevole successo in ambito regionale fino al 30 luglio 1972.
La formazione iniziale era costituita da cinque strumenti: batteria, chitarra basso, chitarra elettrica, tastiere e voce solista. I componenti erano tutti di Solofra: alla batteria c'era Gaetano Lettieri, alla chitarra elettrica Nicola Trerotola; alla chitarra basso Mario Maffei; alle tastiere e canto Vincenzo D'Alessio; Lucio Savignano, voce. Successivamente entrarono a far parte di una nuova formazione Enzo Picarelli alla batteria e Mario Siano alla chitarra basso.
Il 18 marzo 1969, in occasione del MAK P.100 dell'Istituto Magistrale “Regina Margherita” di Salerno (dove realizzavo il percorso scolastico) ci trovammo a fare da spalla, presso il Mobilificio “Petti” di Nocera Superiore (SA) , al grande gruppo musicale degli “Showmen” guidati dalla voce straordinaria di Mario Musella (canto e chitarra basso): formazione che aveva al suo attivo grandi successi come Tu sei bella come sei, Un'ora sola ti vorrei e altri ancora.
Sette stupendi musicisti che producevano un travolgente rhythm&blues che ha influenzato, dopo quell'incontro di Nocera Superiore, le nostre scelte musicali orientandole verso gruppi musicali come Creedence Clearwater Revival e James Brown. Nella sezione fiati degli Showmen militava il sassofonista James Senese, al quale ebbi il piacere di avvicinarmi e presentarmi mentre eravamo sul grande palco durante la serata del 18 marzo.
Dopo quella serata le vicende musicali degli “Showmen” mutarono con la scomparsa della bellissima voce di Mario Musella (+ 1979): James Senese formò il gruppo musicale denominato “Napoli Centrale” che continuammo a seguire perché molto vicino al jazz-rock che noi praticavamo.
Ieri sera in Solofra (AV) quarantasei anni dopo, grazie alla manifestazione Playgroundzone.it organizzato da giovani talentuosi in collaborazione con “Musica Dentro Contest 2015”, ho potuto stringere di nuovo la mano a James Senese il quale ha espresso il suo affetto con quella punta di ironia soul che lo distingue da anni nel panorama della musica jazz-rock internazionale. Rivolgendosi a me ha detto: “Hai perso i capelli che portavi negli anni Sessanta, ma non la passione per la musica!” 

Dopo l’incontro avvenuto in forma privata ho ascoltato con gioia il concerto che ha tenuto con il suo gruppo “Napoli Centrale”, travolgendo con i suoi ritmi i giovani e i meno giovani intervenuti a migliaia nell’ampia piazza della città della concia , riportandomi alla mente i sogni più belli degli anni Sessanta.

Luglio, 2015 Vincenzo D’Alessio (musicista)

martedì 28 luglio 2015

Monte Guastanella, il mito tra Verità e le verità nel pensiero di Settimio Biondi

articolo di Anna Rita Fontana pubblicato su 
www.siciliajournal.it



di Anna Rita Fontana
Santa Elisabetta-L’interesse preponderante del mito di Minosse, che aleggia sulla montagna di Guastanella, e il fascino che promana dalla narrazione millenaria suffragata dalla storia, di cui ci parla la scrittrice e archeologa Rosamaria Rita Lombardo nel saggio L’ultima dimora del re. Una millenaria narrazione siciliana “svela” la tomba di Minosse  (Fara Editore) tengono viva la curiosità del lettore, del ricercatore, e di tutti i visitatori che accedono alle ammalianti cavità rupestri del sito agrigentino. Durante il convegno tenutosi in proposito a Santa Elisabetta, abbiamo voluto approfondire il legame tra mito e storia, consultando uno studioso appassionato, ovvero il prof. Settimio Biondi, che ha affrontato la tematica “Il mito tra Verità e le verità”.
Ex dirigente per trentacinque anni del comune di Agrigento, nonchè assessore alla Cultura della Provincia, con l’allora presidente Stefano Vivacqua; amante della cultura ad ampio spettro e libero pensatore, come si definisce, Biondi ha fondato biblioteche, ha riaperto il Museo civico e ha partecipato alla riapertura del Teatro comunale di Agrigento.
Prof. Biondi, non è facile delimitare il confine tra mito e storia.Come si relazionano l’uno all’altra, secondo Lei?
Io penso che il mito sia storia tramandata oralmente, principalmente recepita, scritta ed elaborata, evitando in proposito il termine narrare che è proprio della verbalità, e scrivere che è proprio della forma grafica. Il mito è stato formulato in un periodo in cui l’intelligenza dell’uomo non era un’intelligenza razionale. Il pensiero dell’uomo è immaginativo, volitivo, e nel corso degli anni si è dato uno statuto razionale, che è quello della logica, e uno statuto epistemologico, che include meccanismi sillogistici e regole di non contraddizione.
Ma fino a che punto la razionalità ha influito, e può influire ancora sul mito che attinge a dati storici tramandati negli anni? Non c’è contraddizione?
In effetti la razionalità scredita il mito perché ha la pretesa di dimostrarlo, invece il mito di per sé è indimostrabile in quanto racchiude tutte le verità possibili, anche con interpretazioni che si contraddicono. Platone in proposito ci dice che il mito non potrà mai essere disgregato o superato dal raziocinio, dunque l’uomo se lo ritroverà sempre di fronte.
Si può affermare allora che è indistruttibile?
Questo si spiega in quanto il mito attinge dal pensiero primitivo, in cui immaginazione, volizione, credenza e razionalità coincidevano col pensiero unico, dove c’è l’uomo antichissimo, l’uomo nella sua interezza, che coglieva l’essenza delle cose. Oggi invece abbiamo il dualismo del pensiero, in virtù del quale da un lato diciamo di credere per fede, ma dall’altro razionalmente affermiamo che Dio non può esistere.
Qual’ è il limite della razionalità?
Il limite estremo della razionalità è il nulla assoluto, che coincide con la fine del pensiero, o la risorgenza del pensiero come mito, in quanto il pensiero ha bisogno del mito, attingendo a una memoria ancestrale. C’è una verità di fondo che non va razionalizzata o negata, quindi la razionalità deve sempre consentire un’ipotesi, come quella che il monte Guastanella possa essere la tomba di Minosse, senza distruggerne altre.IMG_1633
L’archeologia dunque deve farsi vessillifera dei miti nella loro genuinità, come quello di Minosse, testimoniato dalla viva voce narrante di Nicolò Lombardo che dice “ Il re Minosse è sepolto nella montagna di Guastanella, è tutto pieno d’oro e quando lo scoprono egli diventa un capro d’oro e uno degli scopritori dovrà sacrificare la propria vita”. Che valore ha questa testimonianza?
E’ una testimonianza che aleggia da tempi immemorabili, dunque acquisisce dignità storica e rimanda sempre a una storia vera. I fatti del mito possono essersi svolti in un tempo più o meno recente, ma la loro attendibilità non va messa in discussione.
Questo mito, secondo Lei, “corroborato dall’archeologia” come afferma la Lombardo, può essere fonte di sviluppo economico per il territorio dell’agrigentino?
Certamente, in un’ottica di consorziamento fra più comuni, e portando avanti nell’industria turistica l’unità di misura del cosiddetto passo, ovvero il passo( equivalente a un secondo) che il turista impiega per raggiungere un posto e soffermarsi. Bisogna allungare i passi, facendo accrescere le ore e i giorni di permanenza del turista, in modo da trattenerlo il più possibile nella località prescelta.
Anna Rita Fontana


lunedì 27 luglio 2015

Monte Guastanella: la tomba di Minosse, archeologia tra storia e mito

articolo di Anna Rita Fontana pubblicato su www.siciliajournal.it/monte-guastanella-la-tomba-di-minosse-archeologia-tra-storia-e-mito/
21/07/15
Cronaca, Cultura, primo piano


di Anna Rita Fontana
Santa Elisabetta- Il mito e la storia in un felice connubio, sono stati i binari di un Convegno di studi sulla candidatura Unesco del Monte Guastanella, svoltosi nella Chiesa Madre di Santa Elisabetta, col patrocinio dell’amministrazione comunale del paese agrigentino e del sindaco, architetto Domenico Gueli. Presenti anche l’assessore alla Cultura Giovanna Iacono e l’ambasciatore Unesco Raymond Bondin. Un’operazione culturale finalizzata a promuovere il territorio, nel richiamo di Gueli, valorizzandone la bellezza naturalistica e architettonica, nonché l’interesse mitologico-storico che ispirano il saggio di archeologia L’ultima dimora del re – Una millenaria narrazione siciliana “svela” la tomba di Minosse (Fara Editore) della dott.ssa Rosamaria Rita Lombardo, natìa di Palermo e docente appassionata di archeologia nei licei a Milano.Convegno Guastanella Chiesa
I riflettori puntati sull’antichissima roccaforte, individuata dalla studiosa quale luogo di sepoltura del re cretese Minosse, perito in Sicilia secondo autorevoli fonti storiche, hanno richiamato l’attenzione dell’ambasciatore Bondin che ha già inserito il Monte Guastanella nella lista statunitense della “World Monuments Fund”, un primo passo verso qualcosa di più ambito. Dopo l’introduzione del giornalista moderatore Alfredo Conti , del sindaco e dell’arciprete Calogero Morgante, la proiezione di un docu-film su Guastanella ha immerso il numeroso uditorio nell’ambientazione del sito di età protostorica, tra riprese anche satellitari su un pianoro a strapiombo, con suggestive cavità rupestri e tombe scavate nella roccia , grazie al montaggio di Calogero Rizzo, su testi e voce di Antonio Fragapane, un prodotto del gruppo speleologico di Santa Elisabetta. E sempre a quest’ultimo si ascrive la Mostra fotografica Guastanella: Archeologia e Paesaggi , realizzata in ventisei scatti dal fotografo Rizzo, nel risalto degli anfratti e delle bellezze naturalistiche della montagna, apprezzate poi dal vivo il giorno seguente durante una visita guidata del sito, che ha visto inerpicarsi numerosi partecipanti fino alla cima su impervi sentieri.Tomba-a-doppio-forno
L’erudita relazione della Lombardo, che si è soffermata anche sul nome Guastanedda, chiamato volgarmente Uastanedda o Vastanedda, dal minoico Wastanedda, letteralmente “città del re” ( da wanax “re” e stan “ dimora, luogo, città”),contemplata nella lista delle fortezze di Sicilia, ha posto in rilievo la memoria mitica veicolata nei millenni dal popolo, sulla presunta sepoltura del re mini Minosse nelle viscere della montagna, fra i cui depositari si menzionano innanzitutto i genitori della studiosa, Nicolò Lombardo, che acquistò il feudo nel 1947, e Giuseppina Gueli. Tale ipotesi, suffragata da indagini toponomastiche, topografiche, idrografiche e autoptiche effettuate sul luogo, porterebbe a identificare il sito della montagna in oggetto con la rocca di Camico, dove il talassocrate cretese sarebbe perito di morte violenta, a causa di una congiura ordita da Dedalo fuggito dall’isola di Creta.INTERNO CAMERA  1
Quel mito “corroborato dall’archeologia e degno di veridicità storica” nel richiamo della Lombardo, tanto decantato anche dalla relazione del dott. Settimio Biondi; e segnato dall’ “ombra invasiva e pervasiva di Minosse”, come ha affermato il prof. Massimo Cultraro, dell’Università di Palermo. A fronte, la ricchezza della valle del Platani, il cui comprensorio include Guastanella e S. Angelo Muxaro, con le ingenti risorse geominerarie, è stata evidenziata dalla soprintendente ai Beni Culturali di Agrigento, dott.ssa Caterina Greco, nonchè dalla dott.ssa Domenica Gullì, della Soprintendenza Dati archeologici dal territorio di Santa Elisabetta. Del patrimonio culturale della mitologia greca invece ha dissertato l’architetto Marianna Savrami, Responsabile settore tecnico del Museo Epigrafico e Numismatico di Atene; mentre di Itinerari intorno alla Valle dei templi ha parlato l’amministratore Gaetano Pendolino, accanto alla tematica di Archeologia pubblica e valorizzazione turistica, del prof. Santino Alessandro Cugno, dell’Università Kore di Enna.ROSAMARIA RITA LOMBARDO  2
La Lombardo, grata al marito Francesco Ritondale e alla figlia Thuy Lan, instancabili collaboratori, e al prezioso e insostituibile “vessillifero e mentore” Ray Bondin, esprime viva riconoscenza per i suoi maestri dell’Università di Milano Pietro Orlandini, Momolina Marconi e Dario Del Corno, oltre a Paul Faure, per l’altissimo profilo morale e il rigore scientifico dei loro studi, attingendo da essi che “il mito è storia sacra”; e alla luce di ciò, sul concetto di ricchezza del nostro passato, prezioso faro del nostro futuro, conclude con una citazione di Cesare Pavese “La vitalità creatrice è fatta di una riserva di passato. La giovinezza dei popoli è una ricca vecchiaia”, con la viva speranza che il Monte Guastanella possa ambire al Patrimonio Unesco, con l’attivazione in loco di una sistematica campagna di scavi.
L’ambasciatore Bondin, che di recente ha promosso l’aggiunta dell’architettura arabo-normanna di Palermo tra i siti Unesco, ha sottolineato che, prescindendo da quelli strettamente monumentali, si registra un nuovo orientamento per i siti che hanno un forte legame col paesaggio, come Guastanella, da intendersi come “paesaggio culturale”, a differenza del paesaggio urbano-storico delle città d’arte. Figura emblematica dell’Unesco e amante dell’arte senza riserve, responsabile per vent’anni del patrimonio storico di Malta (dall’ ’87 al 2007) e valutatore di siti mondiali, Raymond ci specifica che il ruolo dell’Unesco è quello di conferire il riconoscimento di valore universale a un determinato sito, al di là del paese di appartenenza. E risponde volentieri alle nostre domande.MONTE GUASTANELLA  4
Come si classificano l’Italia e la Sicilia, in particolare, nel panorama dei siti Unesco?
“L’Italia conta il maggior numero di siti nel Patrimonio Umanità dell’Unesco; e la Sicilia, che annovera ricchezze come la valle dei Templi, l’Etna, la Villa del Casale e le grotte di Pantalica,  merita di presentare ancora di più, a fronte di una mentalità retriva, che si ostina a non vedere le ricchezze del proprio territorio”.
Da cosa dobbiamo partire nella nostra isola per incentivare la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali?
“Innanzitutto dal presupposto della conoscenza di ciò che possediamo e che ci arricchisce. Da qui si passa allo studio del patrimonio, che non è fatto solo di grandi città o di ciò che è eclatante sotto il profilo architettonico, ma anche di tutto ciò che è “paesaggio culturale”, registrando la presenza dell’uomo nella storia passata e i suoi contatti con altre civiltà”.
In questo contesto qual’ è il suo concetto di turismo culturale?
“E’ necessario bandire ogni forma di campanilismo per organizzare tutto in rete, al di là dei particolarismi e degli interessi individualistici. Il monte Guastanella non è affatto in competizione con la Valle dei Templi, ma è un prodotto aggiunto, da inserire in un pacchetto turistico, per ovviare alla piaga del turismo giornaliero, “mordi e fuggi” che non lascia alcun ritorno ai paesi dell’agrigentino. Questa è un’operazione col duplice obiettivo di dare visibilità alla Sicilia con i suoi reperti storici, e al tempo stesso di procurare lavoro al territorio agrigentino”.
Attualmente, quali risorse pubbliche si possono utilizzare in questo settore?
“In primo luogo i diversi fondi europei che la Sicilia non sfrutta per migliorare il prodotto turistico, cosa che invece facciamo a Malta, attingendo quasi al cento per cento alle risorse finanziarie dell’Unione Europea per migliorare l’occupazione e creare un prodotto turistico proficuo”.
In una prospettiva di continua crescita, quanto possiamo fare leva sulla risorsa di una corretta informazione per il turista?
“Dobbiamo promuovere l’informazione a trecentosessanta gradi, perchè è una risorsa importantissima che va alimentata anche con l’insegnamento delle lingue. E’ urgente infatti che tutti i siti web siano aggiornati, non riportando più eventi scaduti già da qualche anno, e rinnovati sul piano linguistico tenendo conto dell’utenza straniera, in modo che il visitatore conosca per tempo tutti gli itinerari reali e possibili prima di pianificare la sua vacanza. In altri termini, la Sicilia deve cambiare mentalità, solo così potrà tenere il passo con l’Europa”.
Anna Rita Fontana

venerdì 17 luglio 2015

Sulla strada di Emmaus vince il Premio Fede a strisce 2015, menzione a Don Milani

cerimonia di premiazione 

Domenica 19 luglio ore 18.00 
Piazzale Fellini, in Rimini 
nell'ambito di Cartoon Club


(qui sotto il fotoracconto)


Marco Madoglio (testi) e Angelo Bussacchini (disegni)

vincono il Premio Fede a strisce 2015 (sponsorizzato da Armanda Amati in ricordo di Roberto Ramberti)

con  

SUPER G; aprile 2015






Edizione ricca di Super G di aprile 2015 che questo mese ospita due storie integrali a fumetti: la prima – Sulla strada di Emmaus – racconta la celebre vicenda evangelica dell'incontro di Gesù risorto con due discepoli in cammino per Emmaus. Nel mese delle festività pasquali, una storia straordinaria di fede e di rivelazione che le illustrazioni e la particolare tecnica pittorica di Angelo Bussacchini (sui testi di Marco Madoglio) sanno rendere seguendo lo spirito e l'ambientazione di vicende risalenti a duemila anni fa. Il lettore viene coinvolto anche grazie alla tecnica grafico-pittorica che fornisce intensità alla narrazione, senza farle perdere fluidità.»


Motivazione premio

«Per aver saputo rileggere a fumetti una storia antica (oppure biblica) con gusto e fedeltà, redendo con perizia le emozioni e gli stati d'animo dei protagonisti. Il lettore viene coinvolto anche grazie alla tecnica grafico-pittorica che fornisce intensità alla narrazione, senza farle perdere fluidità.»



Menzione


G. Ba - R. Pagliarini, Don Milani, Becco Giallo


«Una graphic novel che traspone a fumetti la biografia dell’amata figura di don Lorenzo Milani.»
 Gabriele Ba (Verona, 24 settembre 1976) è uno scrittore e sceneggiatore italiano. Il 28 agosto 2014 pubblica il suo primo libro con Becco giallo editore: Don Milani. Bestie, uomini e Dio. Si tratta di una biografia a fumetti di don Lorenzo Milani. La graphic novel è disegnata dal fumettista Riccardo Pagliarini (nato in provincia di Verona nel 1981).


***

v. anche www.ucsi.it-sulla-strada-di-emmaus-vince-il-premio-fede-a-strisce-2015.html

articolo pubblicato su Il Ponte del 26-7-15





Stefano Gorla, Marco Madoglio e Angelo Bussacchini


Riccardo Pagliarini


Paolo Guiducci, Gabriele Ba e Riccardo Pagliarini


Aggiungi didascalia

Paolo Guiducci, Gabriele Ba, Riccardo Pagliarini, Sabrina Zanetti


Paolo Guiducci, Angelo Bossacchini, Marco Madoglio, Gabriele Ba



Sabrina Zanetti, Paolo Guiducci, Angelo Bussacchini, Marco Madoglio, Gabriele Ba, Riccardo Pagliarini





Vincitori della edizione 2014:



È uscito il romanzo vincitore del concorso Faraexcelsior 2015: Antipsichiatria Extragalattica


Claudio Roncarati


€ 10,00 pp. 64 (Il filo dei versi 8)
ISBN 978 97441 67 0

Romanzo vincitore del V Concorso Faraexcelsior(disponibile anche come e-book su Prospero Editore)

«È un bailamme vorace e onnicomprensivo dove bene e male, realtà e finzione, utopia e verismo s’impossessano del testo sprigionando un’energia buona a tratti iperbolica.» (Giorgio Massi)

«Racconto divertente, a volte esilarante, molto fantasioso ma con i piedi ben piantati per terra.» (Gloria Visani)

«Si tratta di un viaggio umano, senza funi di sostegno, tra difficoltà ed imprevisti che spesso non sono nemmeno oggettivi.» (Leonardo Montecchi)

«Irriverente e geniale. Un susseguirsi onirico di incontri bizzarri con lo sfondo di una località di vacanze che sa di mare e di impulso ad abbandonarsi ai desideri più profondi e impronunciabili.» (Simona Mulazzani)

«… siamo tutti un po’ Gnegno 732248: tutti vaghiamo con l’animo dell’esploratore, con l’istinto ad andare avanti; con la delusione negli occhi di fronte a panorami imperdibili che ci impediscono di vederne altri…» (Stefano Martello)

«Antipsichiatria Extragalattica ha la leggerezza del realismo magico, i sandali alati di uno stile eclettico ed ironico e lo scudo di una fervida immaginazione per riflettere lo sguardo pietrificante dell’oggettività. Il protagonista è un angelico alieno le cui vicissitudini si intrecciano con quelle di alcuni turisti della località marina in cui casualmente compare e con quelle di personaggi fantastici che arrivano da un Aldilà letterario. Finirà ricoverato in psichiatria e la trama acquisirà un tocco di noir.» (Prospero Editore)

Claudio Roncarati è psichiatra (AUSL di Rimini) e psicoterapeuta. Vive a Cattolica (RN). Questo è il suo primo romanzo (disponibile anche come e-boook su www.prospero editore.it). Precedentemente ha pubblicato altri tre libri. Il primo, consiste in un collage di racconti brevi e poesie: Manuale di Psichiatria Poetica (Alpes editore 2009). Il secondo è una raccolta di poesie: La fata fatua e lo psichiatra (co-edizione Alpes e CFR) con cui ha vinto il Premio Fortini 2011. Il terzo è un’altra silloge, Per/le rime (inserita ne La forza delle parole, Fara 2012) con cui ha vinto il concorso Pubblica con noi. In collaborazione con Alessandro Ramberti (Fara Editore) ha organizzato il concorso Insanamente per racconti e poesie dedicate alla lotta allo stigma in psichiatria. Come psicoterapeuta ha scritto articoli dedicati al rapporto tra poesia e psicoanalisi.