sabato 28 marzo 2015

Bellissimo articolo di Rosario Cignarella su «Il luogo della parola»

pubblicato in santandreaconza.altervista.org/home/attual/250-luogpar.html

Il luogo della parola
Lunedì 02 Marzo 2015 17:17 Santandrea di Conza
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Premesso che personalmente non amo la poesia, né la letteratura, cioè, qualcuno dirà non senza ragione, sono solo un grande ignorante, tuttavia mi incuriosiva la presenza a Sant'Andrea di tanti poeti, scrittori, intellettuali e autori vari ed anche lo stesso titolo dell'evento, per cui ho voluto seguire, almeno in parte, gli incontri tenutisi presso l'ex Seminario nell'ambito della kermesse ...


... letteraria "Il luogo della parola".
Ebbene posso dire che sarà pure vero che "Carmina non dant panem", come vuole il comune, famoso, detto, ma ciò potrebbe valere per lo stomaco, non certamente per lo spirito del quale pure dovremmo essere dotati. Sebbene ascoltate con un certo scetticismo, non si poteva rimanere insensibili a tante sollecitazioni, a tante considerazioni espresse dai numerosi poeti e intellettuali che hanno preso la parola. Riferendomi solo ad alcuni, riporto di seguito qualche stralcio dei loro interventi.

Per Alessandro Ramberti ...
«Il luogo della parola è in sintesi l’essere umano con il suo vissuto e il suo vivere, il suo esserci, il suo riconoscersi e ritrovarsi come luogo mobile nel tempo e nello spazio, appunto perché riconosciuto da altri “luoghi mobili” e dal Logos per eccellenza. A volte – aggiunge – siamo sorpresi quando la relazione è di condivisione e di accoglienza, forse dimenticando che ciò rimanda a quel Senso indefinibile che congiunge amore e verità».


La campagna (di Domenico Cipriano)

La staccionata resta fissa nello sguardo
si attarda a misurare la luce
il passo lento del veggente scruta il verde
e torna a mescolare il suono del fiume.
Siamo fatui e sorpresi da tanta calma, la notte non tarderà
ma il suono di chi non c’è si mimetizza all’aria.
Nuvole su passi lascivi, le impronte
ci costringono a recuperare il senso della presenza:
ogni chiaroscuro e la sua ombra ci convincono
dell’eternità nascosta nelle cose.
Gli oggetti vivono nel pensiero e la musica
riprende le forme di involucri geometrici
Il suo fiato è già regolare dopo l’affanno del divenire.


Per Domenico Cipriano ...
Il luogo della parola è – allora – un evento, un incontro, un qualcosa che si incarna nel vissuto quotidiano; è l’io e l’Altro, è Dio e il Nulla, è il respiro e il vento, è la letizia e il dramma, è il Dire e l’Essere, è la pienezza e il vuoto, è la libertà e la prigionia, è l’amore e l’alienazione, è la vita reale, inteso come posto nel mondo, e la vita immaginaria, il posto simbolico. Unità e diversità, quindi, identità e frammentazione, testimonianza e mistero, paesaggio e anima, dentro e fuori, silenzio e rumore. Singolarità e moltitudine. Memoria e rappresentazione. Verità e smarrimento. Qualsiasi angolo o spazio, dunque, può divenire il luogo dove la parola viene ad incardinarsi: dal Duomo di Milano alle colline dell’Appennino campano, dai vicoli di Napoli alle strade della Romagna, dai resti dell’antica Compsa all’ombelico della ex Fornace di Sant’Andrea di Conza, dove si sono svolti gli spettacoli serali.



Per Paolo Saggese ...
(che è fattivo componente del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud)
... il significato del tema «Il luogo della parola» assume certamente almeno due significati. Il primo, collegabile all'idea della geografia della letteratura italiana, è stato teorizzato da studiosi autorevoli come Carlo Dionisotti, Natalino Sapegno, Walter Binni, Alberto Asor Rosa, per cui accanto a una storia della letteratura italiana è necessario ricostruire la geografia della stessa letteratura, individuando i vari e molteplici centri di sviluppo della produzione artistica nazionale. Infatti, l'Italia, avendo solo di recente conosciuto una sua unità politica, è stata caratterizzata da una matrice policentrica, che non può essere ridotta a poche città o a poche regioni. D'a1tra parte, il tema del luogo della parola può essere da noi inteso nel senso della geopoetica, neologismo creato dal poeta scozzese Kenneth White, in Italia riproposto da Massimo Gezzi e Adelelmo Ruggieri, secondo il quale ogni luogo ha una propria arte e letteratura, perché ogni luogo, con i suoi colori, odori, con la sua storia, condiziona fortemente l'ispirazione e dunque la parola di chi vive a contatto con quella terra. Pertanto, l'Italia ha tanti luoghi poetici quante sono le realtà territoriali di riferimento, con il loro microcosmo, che aspira a divenire macrocosmo."
(da Il Mattino del 6 marzo)



Secondo Ottavio Rossani ...
"... il luogo esiste, cioè i luoghi esistono. Si tratta di trovare quello giusto, quello adeguato, un punto necessario. All'inizio ho posto un quesito: la parola, maiuscola o minuscola? Personalmente dico: entrambe. E lo dico perché per me il luogo è la scrittura. La Parola (maiuscola) ha trovato il suo luogo nella Scrittura, con la maiuscola, cioè quella Sacra. La parola con la minuscola nella scrittura con la minuscola. Il Verbo che si incarna nella Sacra Scrittura, secondo la tradizione cristiana, per chi ha questa fede, rivela la verità dell'uomo e della storia nel nome di Dio che redime e pacifica. Ma nella scrittura con la minuscola è il luogo da solo che estrae da sé, con grande fatica, indipendentemente se credenti o no, la forza di rendersi cosciente della propria capacità di comunicare con gli altri riuscendo a superare odi e contrasti. L'uomo, cioè, ripone nella scrittura la volontà e la forza di redimere se stesso proiettandosi in un mondo d'amore che neutralizza la tenebra del rancore, dell'odio, della ferocia animale, che non solo durante le epoche passate ma tuttora sono la sua maledizione.
...
il luogo della parola, creatrice, poetica, promotrice degli incontri umani e del superamento dei contrasti e degli attriti di una comunità civile è la scrittura come vita. Confesso che per me la scrittura è stata vita sin da quando, a 16 anni, mi trovai a scrivere i primi versi che parlavano di morte, di una morte annunciata dai rintocchi di una chiesa. Allora, al Sud si usava l'espressione "con la campana a morto" per significare che stava per essere celebrato un funerale. Da quell'annuncio ferale, pur scrivendo dei versi pieni di malinconia, poi buttati via, c'era l'esigenza di esaltare la vita e di fare della scrittura un modo di vivere e di gioire e di fare una scrittura con il sogno di scoprire la soluzione del mistero dell'esistenza. Devo dire, alla fin fine, umilmente perchè questo mistero credo che rimarrà sempre un mistero nell'esperienza umana."
(dall'intervento alla kermesse)



L'Arcivescovo Mons. Pasquale Cascio intervenendo con la sua relazione "I frammenti della Parola per costruire relazioni", tra l'altro, ha detto ...
"Sono il messaggero della parola di un Altro e quindi abituato ad andare per il mondo a portare la parola di un Altro. Quest’Altro mi dice: “Prima di parlare, ascolta, ascolta, ascolta”. La parola di quest’Altro è fatta dalla parola di tanti altri e tante volte prima che tu dica la parola dell’Altro, gli altri con le loro parole già ti parlano. Quest’Altro ci ha parlato e ci parla con le parole degli altri.
...
Nel contesto biblico e quindi umano la parola (dabar) riporta immediatamente alla relazione comunicativa. Questo avviene tra gli uomini ed ha la pretesa di venire dalla natura e dall’agire stesso di Dio. Per cui, come in una “emanazione” della Parola, da Dio all’universo, creato con la Parola, e all’uomo, creato per accogliere e usare la Parola. In questo passaggio verso il creato, un posto unico e proprio è occupato dal logos-Verbo generato dal Padre, è per mezzo del quale tutte le cose sono state create. Dice il prologo del Vangelo di Giovanni: «Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste» (Gv 1,2-3).
...
Senza giungere a questo momento unico della Parola, vogliamo fermarci al mistero della Parola che si frantuma e si moltiplica nella parole umane. Anzi sono queste a rendere possibile il cammino della parola nella sua relazionalità creativa e comunicativa.
Senza frantumazione non c’è comunicazione, non c’è relazione.
Prendiamo in considerazione il rapporto di Dio con l’uomo, la relazione della parola di Dio con le parole dell’uomo, che nella Bibbia ha come modello unico la persona del profeta.
Nella loro ispirazione, profeta e poeta coincidono: ognuno poi riempia la parola poeta di qualsiasi parola o immagine è capace o ritiene opportuno.
È profeta perché parla in nome di un Altro, davanti ad un altro, a vantaggio di un altro.
Questo per me è un luogo della parola; non il poeta ma la posizione intermedia che egli occupa. Poi di volta in volta questo “in nome di chi” cambia, “davanti a chi” cambia, “a vantaggio di chi” cambia, ma in fondo è questa l’esperienza. Sì, c’è un vantaggio, non un vantaggio qualsiasi, ma adeguato al momento. È sempre un beneficio, fosse anche solo un pianto amaro.
Grazie alla Parola, quest’Altro rimane la fonte della parola e allo stesso tempo il destinatario della parola.
Se dovessi paragonare il profeta/poeta a una fonte, lo paragonerei a una fonte che zampilla, perché quello che dice gli ricade innanzitutto addosso, prima di poter poi andare oltre, prima che qualcuno tenti con la sua bocca anche di chiudere lo zampillo. Sì, è il rischio del poeta, di essere ingoiato tutto.
Il profeta e il poeta sono gli artefici o gli artisti della frammentazione di questa parola che costruisce relazioni in più direzioni."
...



Che dire poi dell'intervento di Farhad Bitani che, essendo impossibilitato ad essere presente, ha inviato un commento filmato nel quale ha riferito della sua odissea a partire dall'Afghanistan per stabilirsi in Italia come rifugiato politico e spendere la propria vita per la pace? Semplicemente da brividi. Egli ha raccolto la sua storia ne "L'ultimo lenzuolo bianco" (Guaraldi, 2014).

Ognuno, insomma, ha interpretato e declinato a modo suo il "luogo della parola" ma tutti hanno dato un impulso, creato una scintilla nell'anima di chi ha ascoltato sollecitandola a svegliarsi e a rimettersi in moto, hanno acceso una luce che consente vedere meglio ciò che ordinariamente è nella penombra o addirittura nel buio nel quale ci siamo andati e ci andiamo, da soli, troppo spesso, ad infilare.
Alla fine, tuttavia, come in effetti avevo immaginato e sperato, credo si sia potuto concludere che sia stato proprio Sant'Andrea di Conza e più specificamente la saletta dell'ex Seminario il "luogo della parola".
Tanta soddisfazione e forse addirittura un godimento per lo spirito che raramente capita di assaporare a S. Andrea. È stato un onore forse immeritato e, bisogna dire, certamente non recepito da una popolazione distratta e ancora una volta refrattaria a stimoli che conducano un po' più in là dell'ordinario.
In ogni caso vogliamo qui ringraziare nuovamente gli organizzatori, Alessandro Ramberti dellaFara Editore di Rimini e gli irpini Francesco Di Sibio e Domenico Cipriano, che hanno regalato una così interessante occasione per ascoltare parole stimolanti e capaci di sollecitare anche i più scettici alla riflessione e al pensiero.

Per approfondimenti e altre foto rinviamo ai seguenti link:
narrabilando.blogspot.it/2015/03/sulla-kermesse-fariana-il-luogo-della.html
narrabilando.blogspot.it/2015/03/labbraccio-dellarcivescovo-ai.html
farapoesia.blogspot.it/2015/03/charta-poetica-hirpina-redatta-da.html
http://goo.gl/o9DTt6

venerdì 27 marzo 2015

Leonardo Sciascia riletto. La presentazione del volume antologico a Bagheria

Si svolgerà domenica 19 aprile a Bagheria (Palermo) la presentazione del volume antologico “Leonardo Sciascia: cronista di scomode realtà” ideato dalla Rivista di Letteratura Euterpe e curato da Martino Ciano perPoetiKanten Edizioni.

Ospiti della Ass. Bagnera, a presentare il volume e a parlare della iniziativa saranno Lorenzo Spurio (scrittore, critico letterario e direttore della Rivista "Euterpe"), Emanuele Marcuccio (poeta) e Luigi Pio Carmina (poeta e scrittore).
Presenzierà alla serata il sig. Carlo Puleo (pittore e Accademico) che esporrà un ritratto di Leonardo Sciascia.

Durante la serata interverranno alcuni degli autori pubblicati nel volume antologico che daranno lettura delle loro opere risultate meritorie della pubblicazione nella antologia.

martedì 24 marzo 2015

Su Formalina di Gaetano Giuseppe Magro

recensione di Dora Coco

Straordinaria l'intuizione letteraria di Gaetano Magro il quale è riuscito a rendere fruibile una materia così difficile e intrusiva come l'Anatomia Patologica. Formalina si legge e fa riflettere, i termini duri e a volte crudeli sono temperati dalla conoscenza che Magro possiede, al di là delle necessità professionali, dell'animo umano, una sensibilità percettiva che si rivela e coinvolge il lettore. Gaetano Magro è poeta e filosofo due peculiarità che connotano il racconto che mima un viaggio inusuale dentro sé stessi, viaggio che si accontenta di guadagnare l'imperfetto degli affetti e accarezza i difetti di sempre, sorvolando d'impennata sui gravami della vita.
I due protagonisti, Ambra e Ruggero, lucidi e decisi nell'immaginario dell'autore, vivono la loro passione del colore rosso dei coralli magari abusando delle parole d'amore, togliendo le quali “non restano forse i nudi impulsi adrenegici primordiali?” 
È questo forse il nodo concettuale del romanzo, questo sospendersi dal mondo tra una sistole e una diastole, alla ricerca dell'essere razionale, al cospetto di difficili verità, nascoste tra le pieghe della vita ordinaria, specchio di consolazioni e fallimenti, nel gioco del perdersi e ritrovarsi oltre una frontiera già nota, sul bordo insidiato del viaggio.
L'agilità del funambolo occorre a Magro per superare con eleganza gli infiniti trabocchetti di un testo intriso del dolore dell'uomo che pure attraverso occasioni scientifiche rappresenta indizi culturali significativi di un processo di identificazione difficile e composto.
Eros e Tanatos, tra le macerie della malattia, nei cunicoli delle cellule, uno scenario nella prossimità del proprio mondo, nel precario che invade l' essere senziente, Gaetano Magro mostra una reale pietas per il destino dell' uomo, del suo definitivo estinguersi dopo la morte quando non ci sarà più l'ultimo individuo a ricordalo.
La vita è intesa da Magro come “un furto di tempo all'infinità del nulla” una casualità geniale che feconda l'universo e l'autore, novello Orfeo, in questo bel romanzo, intraprende il suo percorso verso il mistero ben sapendo che non gli sarà concesso di fissarlo dentro le categorie della conoscenza, giungendo comunque all'energia di una convinzione ideale che proviene dal miracolo di un concetto mentale diventato fisicità di suoni e armonia di significati.

mercoledì 18 marzo 2015

Archeologia, Monte Guastanella candidato a sito Unesco

           



Redazione Sicilia Journal

16/03/15
Cronaca, Culture



Felicissima della novità, l’archeologa palermitana Rosamaria Rita Lombardo può vantare un concreto riconoscimento ai suoi studi, condotti da tempo con assoluta dedizione: la Montagna Guastanella, nel Comune di Santa Elisabetta dell’Agrigentino, per la presunta sepoltura nelle sue viscere del re cretese Minosse, è stata nominata per la “Lista dei Monumenti Mondiali che Hanno Bisogno di Attenzione”, definita World Monuments Watch List.

Dal gruppo che ha base negli Stati Uniti, il World Monuments Fund, citata in una lista di 100 siti a cadenza biennale, tra quelli che suscitano maggiore attrazione a livello mondiale, la montagna suddetta, il cui feudo acquistò nel 1947 il padre dell’autrice (Nicolò Lombardo), è stata segnalata dall’autorevole Ray Bondin, ambasciatore Unesco, a seguito della pubblicazione del libro L’ultima dimora del Re. Una millenaria narrazione svela la tomba di Minosse (Fara Editore). Un articolato racconto intriso di passione, dove la studiosa, con agganci leggendario-mitologici che si intrecciano a una memoria storica conservatasi nei secoli sull’ipotetica tomba-tempio del talassocrate cretese in Sicilia, mira a far rivivere una testimonianza “aedica” degli abitanti e frequentatori del sito, suffragata dalla sua tesi di un sito minoico-miceneo che accoglierebbe le spoglie del “re capro”, sul quale ci siamo in precedenza soffermati. L’obiettivo della nomination, con l’appoggio del sindaco Domenico Gueli del Comune di Santa Elisabetta, è quello di ottenere finanziamenti per conferire maggiore visibilità al sito, e rendere possibile una capillare campagna di scavi in loco. Bondin ha ritenuto fondamentale porre in luce l’importanza storico-culturale nonché paesaggistica del sito Guastanella, candidabile per la Lista di Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Motivo in più per donare fascino alla nostra isola, melting-pot di differenti dominazioni, susseguitesi nel corso della storia e fulcro di collegamenti con la civiltà orientale, come si evince dai numerosi spunti del testo. Spazio dunque a mito e leggenda, dalla tradizione orale in dialetto siciliano tramandata alla scrittrice sin dalla tenera età (“Lu re Mini-Minosse è /drivucatu intra la Muntagna di Guastanedda./ È tuttu chinu d’oru/…). Con l’apporto della storia dalla parola perenne che accrescerà la bellezza del Monte Guastanella rendendola, speriamo, imperitura nel mondo.
Anna Rita Fontana

martedì 17 marzo 2015

Nomination per "Guastanella" nella World Monuments Watch List

pubblicato su www.siciliaonpress.com
 

«È una delle aree più interessanti dell'area distrettuale – commenta Lillo Firetto, presidente del Distretto Turistico Valle dei Templi – che merita questo riconoscimento per attribuire un valore aggiunto al nostro territorio nell'ambito di un'offerta turistica che unisce mito, storia, archeologia, natura e paesaggio.»

Redazione 16 marzo 2015



Il sito archeologico di Guastanella nel territorio del Comune di Santa Elisabetta, in provincia di Agrigento, è stato nominato per la Lista dei monumenti mondiali da tutelare, la World Monuments Watch List. «È una delle aree più interessanti dell'area distrettuale – commenta Lillo Firetto, presidente del Distretto Turistico Valle dei Templi – che merita questo riconoscimento per attribuire un valore aggiunto al nostro territorio nell'ambito di un'offerta turistica che unisce mito, storia, archeologia, natura e paesaggio.»

La nomination al World Monuments Fund per Guastanella è stata avanzata da Ray Bondin, commissario Unesco ed esperto riconosciuto in tutto il mondo di Patrimonio Mondiale, in seguito a una segnalazione fatta dall'archeologa Rosamaria Rita Lombardo, che ha appena pubblicato un libro in cui si avanza una teoria secondo cui il Re Minosse sarebbe stato sepolto proprio in questo luogo. La proposta di nominare Guastanella per questa Lista è finalizzata a dare visibilità all'importanza storica, culturale e paesaggistica di questo sito. Infatti si spera di poter ottenere risorse per dare più visibilità a questo sito, per renderlo più accessibile e per dare inizio a più studi e scavi in loco. Per Ray Bondin il sito «è candidabile per la Lista del Patrimonio Mondiale dei beni meritevoli di attenzione», ma prima è necessario che sia riconosciuto a livello regionale e nazionale. La nomination si è concretizzata con l'appoggio del Comune di Santa Elisabetta. Il sindaco Domenico Gueli sta attivando una serie di iniziative volte al riconoscimento che il sito merita e un evento in particolare è in programma per la prossima estate. Nell'ultima Lista del World Monuments Watch, quella del 2014, sono stati riconosciuti 67 siti o monumenti di 41 paesi.

venerdì 13 marzo 2015

Presentazioni de Il tempo delle mani di Patrizia Rigoni



scheda del libro vincitore assoluto del premio Faraexcelsior 2013 - sez. Racconto lungo/romanzo breve e del III premio Michelangelo (Ovada, AL)
qui: www.faraeditore.it/tempomani.html







Gorizia, Biblioteca Statale Isontina
In Rassegna Volti e parole di donne di Annamaria Castellan
25 marzo 2015 con Marinella Chirico



Padova, Palazzo Papafava
8 maggio 2015 con Francesca Papafava

Ala di Trento, Biblioteca Comunale
5 giugno 2015 con Elena Corradini

Vicenza, Libreria Galla
data da stabilire 

Pinzolo, Biblioteca Comunale
data da stabilire





giovedì 12 marzo 2015

Il mondo ai piedi del Monte Guastanella

di Antonio Fragapane, articolo pubblicato in giornaleonline.lasicilia.it




Martedì 10 Marzo 2015
AG Sport, pagina 26


Uno scorcio del monte Guastanella, Santa Elisabetta. 

È un'altura che si staglia a 609 metri sul livello del mare e da cui è possibile osservare a 360° tutto il territorio circostante, da Punta Bianca fino alla foce del Platani. Da lì sopra il colpo d'occhio è mozzafiato e i pochi turisti che si inerpicano per raggiungerne la sommità, non possono fare a meno d'ammirare la sua struggente bellezza: stanze e ruderi che appartenevano a una millenaria fortezza quasi interamente scavata nella roccia, posta su quattro livelli altimetrici (per una estensione totale di 1200 mq) e che rappresenta un unicum nell'intera area.
Si tratta del Monte Guastanella, luogo ancora poco conosciuto ma che da alcuni giorni può vantare la nomination per il suo inserimento nella World Monuments Watch List, ovvero la lista dei monumenti mondiali non ancora noti ma che hanno più bisogno di cure e attenzioni. Il sito sabettese è stato indicato da Ray Bondin, esperto di patrimonio mondiale da tutelare, su segnalazione della professoressa Rosamaria Rita Lombardo, autrice di una pubblicazione in cui si ipotizza la presenza proprio a Guastanella della tomba del re cretese Minosse. Le ragioni che hanno convinto Bondin sono tutte da ricercare nella peculiarità dei "legami culturali transfrontalieri" che caratterizzano Guastanella e che spaziano dalla Sicilia all'area minoica, fino al mondo arabo. La nomina è finalizzata a dare visibilità all'importanza storica, culturale e paesaggistica di questo sito e rappresenta anche il primo passo verso la candidatura per l'inserimento nell'elenco del Patrimonio Mondiale tutelato dall'Unesco.

Antonio Fragapane

10/03/2015