sabato 1 ottobre 2016

Umiltà e letizia a Faenza 15-10-2016

Umiltà e letizia

per una scrittura

coinvolgente



dalle 8:30 alle 18:00 
c/o Teatrino Frati Minori Conventuali
Piazza
S. Francesco, 14



Faenza 15 ottobre 2016
letture, testimonianze dibattiti aperti

ingresso libero



Poeti, scrittori, giornalisti ci parlano del loro rapporto
con l’umiltà e la letizia



8:30 Saluto di padre Paolo Barani e introduzione di Alessandro Ramberti 

8:40 Come mi ha salvato la “perfetta letizia” Padre Paolo Barani (OFMconv). Nato a Piacenza il 02-02-1965, inizia il cammino francescano nel 1987, professione perpetua il 24.09.1994, ordinazione presbiterale il 13-06-1998; licenza in S. Teologia con specializzazione liturgico-pastorale. Dopo la formazione in Assisi è vissuto nelle Comunità di Longiano (FC), Bellariva (RN) e Ravenna. Ora è guardiano e parroco a Faenza (RA). 


9:00 La letizia mistica dell’umiltà Enrica Musio è nata a Santarcangelo di Romagna nel 1966, ama la natura, il cinema, la letteratura (specie al femminile), il teatro, la cucina, l’enigmistica, la buona poesia naif. La sua silloge Sarà da poeti il futuro è inserita in Antologia Pubblica (Fara 2005). Nel 2006 pubblica la sua opera prima, Dediche sillabiche, segnalata dal Premio Aquilaia 2009; nel 2010 Senza saperlo nemmeno; nel 2013 Case di angeli (tutte con Fara). Sue poesie sono presenti in varie antologie e in blog come farapoesia e sue recensioni in pillole in narrabilando. Con la sua traballante bici ha provato a raggiungere il mitico Pantani.

9:10 Voglio scrivere Claudio Signorotti, quarantacinque anni, abita a Rimini. Ha una formazione universitaria in economia e statistica perfezionata con soggiorni all'estero per studio e ricerca. Scrive poesie da oltre sette anni. Lavora come amministrativo al Museo di Rimini. San Francesco nel testamento diceva “lavoravo con le mie mani e voglio lavorare”. Si può paragonare l'attività di pensare a quella del contadino: come con le zolle della terra, i pensieri vanno rimossi, rigirati, messi in disparte e poi reintegrati, spesso rullati, sempre innaffiati perché non bastano le nuvole cioè le circostanze. Va da sé che il libro più bello è la natura.


9:20 Cent'anni di sogno: umiltà e letizia di Rosaspina Alessandra Gabriela Baldoni è scenografa, costumista e pittrice. Lavora in ambito teatrale (prosa e lirica) dal 2009. La sua presente ricerca teatrale e artistica la vede attiva come autrice e performer. È docente di nuove tecnologie e tecniche pittoriche antiche.



9:30 Un necessario coinvolgimento Davide Valecchi è nato a Firenze nel 1974. Laureato in lettere (con una tesi sulla poesia di Maria Luisa Spaziani), dopo un lungo apprendistato poetico ha esordito nel 2011 con la raccolta Magari in un'ora del pomeriggio (Fara) e le sue poesie sono in seguito apparse in vari volumi antologici e blog. Collabora con artisti e poeti alla realizzazione di eventi multimediali (parole, musica e immagine). Polistrumentista, ha frequentato generi diversi (rock, elettronica, sperimentazione) pubblicando vari lavori sia con gruppi che da  solista. Le sue attività sono documentate nel blog davidevalecchi.blogspot.it
 

9:40 Rosarium: preghiera visiva Silvia Castellani è nata a Rimini nel 1978. Dopo la laurea in Giurisprudenza ha collaborato con La Voce di Romagna e alcuni uffici stampa diventando giornalista pubblicista. È fotografa e “tecnico addetto alla gestione e al marketing delle infrastrutture del loisir” (Scuola superiore del loisir). Collabora con riviste e blog nell’ideazione di rubriche di parole e immagini.




9:50 La meccanica dell’esistenza Luca Cenacchi nasce a Forlì nel 1990. ha contribuito a fondare il forum letterario Gladiatori della penna. Redige la rubrica di poesia contemporanea Gli Specchi Critici in collaborazione con i blog farapoesia, Kerberos Bookstore e L’arcolaio (Forlì). L'articolo su Vito Santoliquido è apparso come contributo  sul blog di letteratura e cultura Poetarum Silva e collabora col centro culturale l'Ortica (contributi critici e poesie inedite. Sue poesie sono apparse in antologie fra cui La mia sfida al male (Fara 2016).

10:00 Forse c’è bisogno deisogni Yelice Feliz Torres nasce a Santo Domingo (Repubblica Dominicana) nel 1979. Dopo un’infanzia vissuta nel Centroamerica, la terra scoperta da Colombo, dove ha compiuto un percorso di studi universitari, è venuta in Italia sulle orme della famiglia. Segue fin da piccola un percorso di vita alla ricerca di qualcosa che possa completare il suo essere: da sempre amante dello studio, della lettura, scrive per trovare il senso di ogni momento della vita, non dimenticandosi che il desiderio di ogni persona è quello di essere realizzata e felice

10:10 Le cose piccole non si vedono in autostrada Nato a Salerno, Claudio Lamberti ha conseguito il diploma classico nel 2009 e frequenta la facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Salerno. Ha scritto su forum di letteratura e arte (“Aspiranti scrittori”, Gladiatori della penna, ecc.) partecipando a diversi contest, tra cui quello di “Inchiostro diVerso” 2014. Ha pubblicato sul blog Storie dal XXI secolo i racconti brevi “Puro” e “Fumo”. Da febbraio 2016 scrive per I Racconti di Tèlema, pagina facebook a tema disegno e narrativa fantasy, in qualità di autore e amministratore. Ha partecipato al poetry slam Sputa il rospo, valevole per il campionato della LIPS, raggiungendo la finale campana a Benevento nel maggio 2016.


10:20 Esserci è parola Caterina Camporesi è nata a Sogliano al Rubicone (FC). Svolge attività di psicoterapeuta. Già condirettrice de «La Rocca poesia» e redattrice de «Le Voci della Luna», ha pubblicato sette raccolte di poesia: Poesie di una psicologa (1982), Sulla porta del tempo (1996), Agli strali del silenzio (1999) Duende (Marsilio 2003), Solchi e Nodi (Fara 2008), Dove il vero si coagula (Raffaelli 2011), Muove il dove (Raffaelli 2015). È presente con la silloge La sorte risanata nell’antologia La coda della Galassia (Fara 2005). Suoi saggi e versi sono inseriti in numerosi volumi e in riviste cartacee e online.



10:30 Umiltà: arte gentile della resa (e la letizia che ne consegue) Giancarlo Sissa, poeta e traduttore, ha pubblicato Laureola (1997), Prima della tac e altre poesie (1998), Il mestiere dell'educatore (2002), Manuale d'insonnia (2004), Il bambino perfetto (2008), Autoritratto (poesie 1990-2012) (2015) e Persona minore (2015). È presente in diverse antologie nazionali e le sue poesie sono tradotte in varie lingue europee. Nel 2004 ha ideato e curato “Poesia a Bologna”, raccolta di scritti autobiografici di diversi autori. Ha collaborato (diarista e attore) con il Teatro delle Ariette. Conduce laboratori di scrittura creativa sulle tematiche dell’autobiografia e del silenzio. È presidente dell’Associazione Laboratorio Teatro (in)stabile. Membro del Comitato scientifico del Centro studi Sara Valesio. Fa parte del Direttivo del Festival della Fiaba di Modena.


10:40 Un pensiero per il lettore: tentativi per superare l’io in poesia Annalisa Ciampalini è nata a Firenze il 15 giugno 1968. Laureata in Matematica all’Università di Pisa, insegna tale materia in un Istituto Tecnico di Empoli. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di poesie L’istante Si Dilata (Ibiskos Editrice). Nel 2014 pubblica con G. Ladolfi la raccolta di poesie L’assenza. Un suo saggio sul lavoro formativo ed educativo dell'insegnante è inserito ne Il valore dello scarto (Fara 2016).


10:50O Signore, non son degno di partecipare alla tua mensa; ma di' soltanto una parola ed io sarò salvato”: Non esegesi, non omelia, ma un ragionamento aperto con cuore ed entusiasmo Gabriele Via – in cammino. Cercatore. Scrive poesia, fa fotografie, usa corpo e voce per essere pensiero vivente. Studia teologia e insegna religione cattolica. Nato a Bologna nel 1968.



11:00 Le tre piume: Qualche tempo fa ho ricevuto da una persona misteriosa un misterioso dono Rosanna Magrini abita a Marina di Montemarciano (AN), ha 51 anni, è laureata in Teologia e consacrata.



11:10 Una storia da giocare: La tenda rossa Tullio Bugari si occupa di ricerca sociale, immigrazione e intercultura. Fra le ultime pubblicazioni: nel 2007 e 2008 ha curato l’antologia Alfabetica, dedicata alla nuova letteratura italiana scritta da poeti e scrittori di origine non italiana, ed. GEI; nel 2011 insieme a Giacomo Scattolini, Jugoschegge, storie e scatti di guerra e di pace, Infinito; nel 2013 In bicicletta lungo la Linea Gotica, sui sentieri della seconda guerra mondiale con la Staffetta della memoria, Infinito; nel 2016 L’erba dagli zoccoli, racconti di una lotta contadina, Vydia. Suoi racconti sono stati pubblicati sulle riviste web Sagarana e La macchina sognante. Nel 2015 il racconto “Che il cielo mi abbia in gloria” è stato pubblicato nell’antologia Rapida.mente, Fara 2015.




11:20 Dedicato a Adalgisa Zanotto vive a Marostica. È coniugata e madre di tre figli; lavora presso un Ente Pubblico. Collabora con gruppi di scrittura creativa e laboratori di poesia. È attiva in associazioni impegnate nel volontariato sociale. La passione per la scrittura l’accompagna da sempre, “scompagina la sua vita, accresce la sua libertà, allunga i passi del cuore”. Suoi racconti e poesie sono inseriti in diverse antologie. Ha ricevuto vari riconoscimenti e segnalazioni: ultimamente ha vinto la sez. Racconto del concorso per opere brevi Rapida.mente 2015 con pubblicazione premio nella omonima antologia; il suo racconto La fessura è stato selezionato dal concorso “Come farfalle diventeremo immensità” e pubblicato nella antologia La mia sfida al male (Fara 2016). Il suo testo Scremature è inserito nel libro Uno scarto di valore a Bardolino (Fara 2016).
In uscita, sempre con Fara, la raccolta di racconti Celestina

11:30 Damnatio memoriae Luca Ariano (Mortara – PV 1979) vive a Parma. Di poesia ha pubblicato: Bagliori crepuscolari nel buio (1999), Bitume d’intorno (2005), Contratto a termine (2010) e Tracce nel fango (2011) oltre a testi presenti in antologia. Ha curato Vicino alle nubi sulla montagna crollata (Campanotto 2008) e Pro/Testo (Fara 2009). Nel 2012 per le Edizioni d’If è uscito il poemetto I Resistenti, scritto con Carmine De Falco, tra i vincitori del Premio Russo – Mazzacurati. Collabora a riviste e fa parte di Ultranovecento. Nel 2014 per Prospero Editore ha pubblicato l’e-book La Renault di Aldo Moro con una prefazione di Guido Mattia Gallerani. Nel 2015 per Dot.com.Press-Le Voci della Luna ha dato alle stampe Ero altrove, finalista al Premio Gozzano 2015. Nel 2016 presso la Collana Versante Ripido / LaRecherche.it è uscito l’e-book di Bitume d’intorno con una nota di Enea Roversi.


11:40 Niente meduse oggi pomeriggio Giovanna Passigato, veneta doc poi bolognese, ora vive a Medicina. Ha pubblicato la ballata dedicata a Bologna Rappresentazione per le feste di Natale in una città della pianura padana, la raccolta di racconti Una lettera dalla nebbia, la fiaba L’albero che non voleva morire, nel 2006 il romanzo Il viaggio del Re Morto, nel 2007 Il Paese Infinito, storie della Bassa disperse nel tempo.


11:50 Liberi tutti Giuseppe Acconcia è scrittore, giornalista, ricercatore. Si occupa di Iran e Medio Oriente. Laureato in Economia, dal 2005 ha vissuto tra Iran, Egitto e Siria collaborando con testate italiane (Il Manifesto, Il Riformista, Radio 2, RaiNews), inglesi (The Independent) ed egiziane (Al Ahram). Ha lavorato come insegnate di italiano per migranti e all'Università americana del Cairo. Si è occupato di cooperazione euromediterranea e ha pubblicato racconti, poesie e romanzi brevi. Fra le pubblicazioni: Un inverno in due giorni (Fara 2007), La primavera egiziana (Infinito edizioni 2012) e Egitto. Democrazia militare (Exorma 2014).




12:00 Dibattito a 360° 13:00 Pranzo e pausa



15:00 Ragionamenti attuali Fabio Cecchi (Cesena, 1991) dopo la maturità scientifica ha ottenuto la Laurea in Scienze della Formazione presso l'UNIBO. Da anni conduce ricerche attorno i poeti minori dell'Ottocento italiano (ad es. Prati, Graf, Guerrini...) con frequenti escursioni nella letteratura inglese e francese. Tra le pubblicazioni in antologie Fara si ricorda, in proposito, il saggio Frammenti Felici - una lettura di Henry W. Longfellow. Tra le attività predilette anche la composizione per pianoforte e la pratica della danza latino-americana.


15:10 Una cella è una cella non è una cella. Come trasformarsi in un ornitorinco in cinque passi Lorenzo Mari viene da Mantova: oggi – s'intende – domani non si sa. Ha pubblicato le sillogi libere sequele (Gazebo, 2004), Pellegrinaggio senza Endimione (Inventario Senese, 2007 – V premio Alessandro Tanzi) e Minuta di silenzio (L’Arcolaio, 2009). È presente nelle antologie Nella borsa del viandante, a cura di Chiara de Luca (Fara, 2009) e La generazione entrante. Poeti nati negli anni Ottanta, a cura di Matteo Fantuzzi (Ladolfi, 2011). Traduce narrativa e poesia dall’inglese e dallo spagnolo: la traduzione più recente, in ordine di tempo, è la plaquette poetica di David Eloy Rodríguez Il desiderio è un ospite (L’Arca Felice, 2012).


15:20 La silenziosa esplosione del fiore Stefano Sanchini è stato redattore della rivista di poesia e realtà La Gru, sue poesie sono apparse in diverse antologie e riviste, ha pubblicato: Interrail (Fara 2007), Via del Carnocchio. Poema pagano (Thauma, 2010), Corrispondenze ai margini dell’Occidente (Effigie, 2011), La casa del filo di paglia (Sigismundus 2013) e Il Villaggio (Sigismundus 2016).


15:30 Sapere chi eravamo per progettare chi saremo Bruna Spagnuolo scrive narrativa, poesia, critica letteraria e inchieste giornalistiche. Ha pubblicato varie opere, che hanno attirato l’interesse della critica e dei media. Fra le più recenti: Il destino ti abita, narrativa, 2007; Le radici dell’erba, 2010 (capostipite del nuovo genere fiction-saggio-viaggio per la sua collana I misteri e il grido dell’Africa); La pascolatrice di farfalle, 2016. Web: www.brunaspagnuolo.comwww.brunaspagnuolososvoliindistress.com Articoli-inchiesta dall’Italia (firmati come Bruna Spagnuolo) e dall’estero (firmati come Moonisa) in www.tellusfolio.it


15.40 Formula di vapore Marco Di Pasquale è nato a Ripatransone (AP) nel 1976, si è laureato in Lettere Moderne. Dal 2004 svolge attività di divulgatore letterario nelle associazioni Licenze poetiche, ADAM e www.umanieventi.it coordinando gruppi di lettura e corsi di scrittura creativa. Direttore artistico di festival (“Rampe per Alianti”, “Poesia Leonis Minifest”) e del contenitore poetico “Poesie di terra”, manifestatosi in eventi e rassegne (“Sei nessuno anche tu?”, “Essere in tanti”). Dal 2007 fa parte del comitato di giuria del Premio “Poesia di strada”. Ha pubblicato sue sillogi in diverse antologie, tra cui L’opera continua, Perrone 2005, e Scrittura amorosa, Fara 2008 (secondo classificato nell’omonimo Premio di Poesia), oltre che in diversi siti internet (La poesia e lo spirito, Pordenonelegge, Poetarum Silva, Versante Ripido). Nel 2009 è uscita la sua opera prima, Il fruscio secco della luce, ripubblicata in edizione riveduta ed ampliata nel 2013. Dal 2014 cura la rubrica web “Poesia Domani”. Nel maggio 2015 ha preso parte come ospite straniero al Festival “Turnilur scriitorilor” a Sighisoara (Romania) e si è classificato al II posto al Premio Nazionale “Poesia senza confine”. Racconta periodicamente la propria esperienza di scrittura e di riflessione sulla letteratura nel blog www.marcodipasquale.it


15:50 Visione e Ascolto: 5 passi (o passaggi) nei territori scoscesi di esplorazione e consapevolezza. Come mappa: il corpo. (E la poesia). Brevi letture da La saggezza dei corpi Martina Campi, autrice e performer, ha pubblicato: La saggezza dei corpi (L’arcolaio 2016), Cotone (Buonesiepi Libri 2014), Estensioni del tempo (Le Voci della Luna Poesia 2012, Premio Giorgi), e la plaquette È così l’addio di ogni giorno (Ass. Parenti della strage Vittime di Ustica, Corraini Edizioni 2015), con il poeta V. Masciullo e opere grafiche di C. Pozzati. È presente in riviste online e cartacee italiane e straniere, e in antologie. Insieme ai poeti A. Brusa e V. Grutt ha condotto per l’editore Perrone “l’indagine sulla poesia contemporanea bolognese” nelle proposta di lettura della non-antologia Centrale di transito (2016 Perrone Editore). Collabora con varie realtà poetiche. È stata membro di redazione della rivista Le Voci della Luna, è parte del Comitato Bologna in Lettere dalla sua fondazione. Partecipa a festival e recital di poesia e/o musica, con il progetto Memorie dal SottoSuono. Web: www.martinacampi.it



16.00 Quello sei proprio tu Filippo Davoli (foto Rosa Vitali Rosati) è nato a Fermo nel 1965. Tra le sue pubblicazioni: Alla luce della luce (1996), Un vizio di scrittura (1998), Come all’origine dell’aria (2010), I destini partecipati (2013), La luce, a volte (liberilibri, 2016). Tradotto in Francia a cura di Daniel Bellucci, è presente in antologie come La poesia delle Marche. Il Novecento (a cura di Guido Garufi, 1998), Il pensiero dominante. Poesia italiana 1970-2000 (a cura di Franco Loi e Davide Rondoni, 2001); (a cura di Alberto La voce che ci parla. Antologia di poesia europea contemporanea Cappi, 2005); Trent’anni di poesia italiana e dintorni (a cura di Alberto Bertoni, 2005), Sulla scia dei piovaschi. Poeti tra due millenni (a cura di Davide Tartaglia e Edoardo Manuel Salvioni, 2016). Ha fondato e dirige con Gaetano Fiacconi la web-rivista Quid Culturae.


16:10 Acqua e sangue: la vita nella scrittura Alessandro Ramberti è nato nel 1960 a Santarcangelo di Romagna ma è vissuto anche a Shanghai e a Los Angeles. È un microeditore. Ha pubblicato qualche racconto e alcune sillogi (In cerca, Pietrisco, Sotto il sole (sopra il cielo) e Orme intangibili in proprio, Inoltramenti con l’Arca Felice di Salerno per la quale ha anche tradotto 4 poesie di Du Fu. Ama organizzare quelle che lui chiama kermesse, parola fiamminga che designa la festa/sagra patronale (da kerk, chiesa, e misse, messa): incontri fra autori disposti all’ascolto e alla umile e lieta condivisione di tratti brevi ma significativi del proprio percorso.


16:20-18:00 gran dibattito finale e saluti




Carissimo, grazie dell'invito ma non mi è possibile partecipare. (…) Le modalità del "tuo" incontro poetico sono affascinanti e ti auguro un grande successo partecipativo. Io ho collaborato all'organizzazione nel mio paese Cianciana dell'evento “100.000 poeti per il cambiamento” al quale hanno aderito in più di 40 poeti provenienti da tutta la Sicilia, alcuni cantanti e qualche pittore. Spiritualmente e francescanamente sarò presente alla tua manifestazione; anzi ti invio a seguire una mia poesia che, se ti farà piacere, potrai leggere. Il Papa proprio oggi, parlando di immigrati, ha definito il Mediterraneo un cimitero d'acqua. Io avevo parlato di bara d'acqua. Un caro saluto, Eugenio Giannone


Requiem per i Morti di Lampedusa



L’Aurora. L’alba d’un novo giorno / Cominciò nel deserto, ove speranze / Erano i granelli di sabbia che contavi / E portavi nel cuore un sorriso / Di mamma, di bimbo o di fratello / E una dolce promessa lo scaldava.



Giallo come il sole era il deserto, / verde come foglie la speranza, / azzurro come il cielo il tuo sogno, / vividi gli occhi di color castano,

rosso come il sangue il sentiero, / nero come la pece il tuo destino.



Ora non hai più sete né appetito, / il sangue rosso è diventato nero / e come notte il verde dei tuoi anni. / Sogni spezzati, cullati nell’attesa, / nell’odissea che ti portava a morte / un miglio prima di gridare terra.



Avevi un nome, un volto, sentimenti: / sei diventato un numero tra tanti; / e mentre in un romito cimitero / mani pietose portano dei fiori, / nel villaggio somalo, in Siria o Palestina / le donne disperate si strappano i capelli.



Dormi, fratello, in una bara d’acqua / Che ti culla ondulando dolcemente. / Domani ci sarà di nuovo il sole: / risplenderà per tutti, non per te / che lasci il testimone a sventurati/ altri fratelli in cerca di riscatto.



Ti sia lieve la terra, amica l’acqua, / t’accolga Dio nella sua bontà. / Se Dio vuole, Insh Allah.






pagina facebook Fariani e kermesse

martedì 27 settembre 2016

"Storie in viaggio": la premiazione a Cingoli (MC) il 9 ottobre

Al Balcone delle Marche la premiazione del concorso dell’Ass. Euterpe
Cingoli ospita i vincitori del concorso “Storie in viaggio” ideato da Lorenzo Spurio e Alessandra Montali


Domenica 9 ottobre si terrà a Cingoli (MC) presso la suggestiva location dell’Auditorium Santo Spirito la premiazione del I Concorso di Racconti Brevi “Storie in viaggio” indetto e promosso dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi.
L’evento, sostenuto dal Comune di Cingoli che lo patrocina, porterà nella città del Maceratese i venticinque finalisti che sono risultati dal giudizio di selezione di due commissioni di giuria. Hanno partecipato a questo concorso gratuito che proponeva di attenersi al tema del viaggio 291 scrittori di ogni parte d’Italia e anche dall’estero rispettivamente dall’Argentina, dalla Svizzera, dalla Grecia e dalla Romania.
La commissione di preselezione, composta da alcuni membri del Consiglio Direttivo della Associazione Culturale Euterpe ha letto, valutato e selezionato i venticinque testi finalisti che sono poi stati trasmessi a una seconda giuria composta da esponenti del panorama culturale e letterario: Franco Duranti, Stefano Vignaroli, Gioia Casale, Laura Margherita Volante, Sara Francucci, Marco Squarcia e Maria Anna Mastrodonato che ha decretato il suo giudizio finale. 
La classifica dei vincitori e dei segnalati a vario titolo si scoprirà durante la serata di premiazione.  I premi consisteranno in coppe per i primi tre, targhe per i premiati dal 4° al 6° posto, altri premi per i riconoscimenti speciali e diplomi ad ogni finalista.
L’evento di premiazione sarà aperto dal saluto dell’Amministrazione Comunale nella persona dell’Assessore alla Cultura Martina Coppari. Il Presidente della Associazione Euterpe, Lorenzo Spurio, e la Presidente del Concorso, Alessandra Montali, presiederanno e condurranno l’evento. Le  letture dei brani verranno fatte da Amneris Ulderigi e la serata sarà allietata da intermezzi musicali a cura della Associazione Musicale “Cerquetelli” di Cingoli.
L’Associazione Culturale Euterpe, in sinergia con la ATC Pro Loco di Cingoli, ha organizzato nella mattinata della stessa giornata, una visita gratuita alla città di Cingoli per coloro che si sono iscritti che partirà alle ore 10:30 di fronte alla Biblioteca Comunale.

Info

Tel. 327-5914963

lunedì 5 settembre 2016

Lieta con Voi dei frutti del mio incessante impegno pro Guastanella

Rosamaria Rita Lombardo su La Sicilia del 4 settembre 2016






per approfondimenti





Lettera a Paolo Saggese

di Vincenzo D'Alessio


Paolo Saggese: Lettera a un giudiceMagenes Editoriale, Milano, 2015. 


http://oubliettemagazine.com/2016/08/25/lettera-a-un-giudice-di-paolo-saggese-un-racconto-fantastico-sulla-corruzione/



Caro Paolo,

questo tuo primo romanzo è la dossologia del dolore meridionale. Per non incappare nell’eccesso di acribia dirò che esso costituisce il metodo migliore, per far giungere ad una larga fascia di pubblico, la semenza dei tuoi precedenti (lavori) libri.

Come è accaduto per uomini veri, come il tuo protagonista, la persecuzione del Potere che mantiene le nostre genti in quello stato di remissività/appagante che tuo padre Guido DORSO elaborò nelle parole della sua  Rivoluzione Meridionale nel 1925: “Contro la politica unitaria però continuò la critica delle élites liberali. Senonché, a mano a mano, che il nuovo Stato funzionava e metteva, perciò, a nudo le sue deficienze ideali, questa critica si allontanava dai cieli dell’astrazione teorica, ove in massima parte, l’aveva spinta la Destra liberale, per concentrarsi in atteggiamenti di maggiore aderenza alla realtà. Fu così che in mezzo a tanta miseria sorsero i primi germi della vita. Con quel processo caratteristico delle grandi questioni storiche, che sono casi di coscienza individuale, prim’ancora di divenire patrimonio di élites, l’elaborazione critica della questione meridionale si affermò per opera di due isolati: Giustino Fortunato ed Antonio De Viti-Di Marco.” (pag. 106).

Credo fermamente che il “giudice” che viene invocato nel tuo romanzo ha emesso da secoli la più severa delle condanne per questa “Repubblica dei Pomodori”: la vendetta perpetrata dalle Erinni (Le furie) per coloro che da secoli opprimono i loro simili, il loro popolo. Una vendetta che non è di mani umane che si riversa sui discendenti di costoro che si sono crogiolati nell’apologia del Potere.

Scrivo al personaggio del tuo storico romanzo, come scrivo a mio figlio che vive in Europa. Egli ha rinunciato a subire l’esito del concorso del quale racconti. Egli era consapevole di appartenere ai “Guerrieri di Luce”, come ha scritto Paulo Coelho; ha esercitato la semplice arte del cameriere, del musicista, dell’operaio in un supermercato, ed oggi ha un lavoro di insegnante di Lingua Italiana presso una scuola parificata di Gossau, in Svizzera.

Anche lui si è laureato in Materie Letterarie, presso l’Università degli Studi di Salerno Anno Accademico 1993/94, con Lode, seguendo professori eccellenti. Non rispecchia forse anche l’evoluzione del Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Michele Luongo, irpino come noi, che ha subito perdite nel compiere il proprio dovere, ed oggi dirige in Trentino una Rivista Nazionale ricevendo il plauso di molti ?

Noi stessi, caro Paolo, e i nostri figli siamo uomini liberi come il protagonista del tuo romanzo. Forse depredati dell’economia che potevamo raggiungere, costretti a seguire i nostri figli e i nostri studenti, vero capitale che l’esistenza ci ha concesso, nei viaggi verso l’Europa dove vivranno. In questi anni ho dormito pochissimo per stare loro accanto e vederli realizzarsi con la gratitudine di quanti oggi li conoscono.

Il patrimonio umano di cui racconti non andrà disperso.

I tuoi alunni, ai quali hai anche dedicato il romanzo, ti amano e ti ameranno come professore benemerito.

I tuoi libri, come questo primo romanzo, costituiscono la spina dorsale della nuova Letteratura Meridionale e saranno, a breve, parte integrante della Letteratura Italiana Nazionale.

Chi ti ama ti segue con le parole che tu stesso hai scritto: “ (…) che possano vivere davvero “nel migliore dei mondi possibili” e, credimi , la prima pietra di questo fantastico mondo possibile è la tua Lettera a un Giudice che racconta, in modo accessibile a tutti, il mondo della corruzione che circonda la “Repubblica dei Pomodori”.

Con sincera stima,

tuo Vincenzo D’Alessio & G.C. “F. Guarini”
 

Settembre, 2016

mercoledì 31 agosto 2016

Girovaghi, musicanti e musicisti della valle dell’Agri

AA.VV., Girovaghi, musicanti e musicisti della valle dell’Agri, Grafiche Zaccara, Lagonegro (PZ), novembre 2013

http://www.domenicoaiellocasamuseo.it/it/libro/626/girovaghi-musicanti-e-musicisti-della-valle-dellagri.html
recensione di Vincenzo D’Alessio & G.C.F.Guarini 

Ho la buona abitudine di disporre nella biblioteca i volumi letti sistemandoli per anni durante i quali mi sono giunti.

Il volume Girovaghi, musicanti e musicisti della valle dell’Agri mi fu inviato dall’amica ricercatrice professoressa Teresa Armenti, la quale da anni con la collega Ida Iannella, ha collaborato alla crescita di Castelsaraceno (PZ) rendendolo un polo d’attrazione per i cultori di antropologia, archeologia, poesia, storiografia ed etnologia all’interno della Valle del fiume Agri. Il lavoro continuo, svolto dalle due ricercatrici da oltre quarant’anni, è visibile nelle molteplici pubblicazioni realizzate.

Una prima recensione a questo volume l’ho realizzata nel giugno del 2014 (vedi narrabilando.blogspot.it) con il proposito di riprendere l’analisi del testo al fine di valorizzare il dialogo tra narratore, musicista e musicologo, Graziano Accinni e l’ascoltatore, sua figlia Domenza. Il dialogo familiare tra padre e figlia mi ha riportato l’importanza che assume la trasmissione della memoria sugli eventi dolorosi per chi li ha vissuti rispetto a chi li ascolta. Chiaro a questo proposito è anche il riferimento al volume di Teresa Armenti Mio padre racconta il Novecento (pubblicato nel 2006) dove il dialogo, padre-figlia, avvia la cronologia storico antropologica degli avvenimenti.

In entrambi i volumi non viene trattata una singola storia famigliare ma la Storia di un intero popolo e di un’intera regione, la Basilicata, con la passione di chi ha coltivato da bambino l’Arte della Musica attraverso il contatto visivo/uditivo con i musicisti, gli strumenti, i racconti, il cammino sulle stesse strade. Mi soffermerei principalmente su questo punto perché il cammino assume i connotati di quella perdita umana che va sotto il nome di “emigrazione”: un costante dissanguamento di famiglie, affetti, cognomi e piccoli esseri viventi.

Scrive Graziano Accinni nell’apertura al testo: “Ho la musica nel sangue. La respiro da tutti i pori. La sento nei boschi, nel suono del piffero di un giovane pastore, nel gorgoglio dell’Agri, nei sibili del vento, nel fruscio delle foglie. Volgo lo sguardo dalla mia amata Moliterno verso il monte sacro di Viggiano mi attrae il dolce suono dell’arpa.” (pag. 15)

Scriveva a metà dell’Ottocento un grande sacerdote/poeta, Pietro Paolo PARZANESE, italiano per avere subito le persecuzioni della polizia borbonica fino a ridurlo in fin di vita, nella sua raccolta Canti del Viggianese questi versi: “Ho l’arpa al collo, son viggianese; / tutta la terra è il mio paese. / Come la rondine che lascia il nido, / passo cantando di lido in lido: / e finché in seno mi batte batte il cor / dirò canzoni d’armi e d’amor.” (Il viggianese).

PARZANESE aveva sperimentato di persona, raggiungendo Viggiano e il circondario, che l’Arpa e l’Arpista erano i protagonisti dei suoi versi, come lo sono nel volume curato da Accinni, Armenti e De Stefano.

Il contesto antropologico mi ha fatto soffrire moltissimo, anche se i critici non dovrebbero cedere ai sentimentalismi, poiché non solo mi ha ricordato il cartone animato Remì tratto dal romanzo Senza Famiglia di Hector Malot (1878) quanto la trasposizione cronologica che ne trae Accinni a pag. 40: “(…) Per questo quando incontri qualche extracomunitario, quando i lavavetri fermano la macchina e insistono, con il panno in mano e gli occhi imploranti, pensa ai nostri musicanti girovaghi, trattali con gentilezza, non avere pregiudizi su di loro.”

Cara Teresa, che leggerai questa sintetica recensione al bellissimo testamento tragico musicale che avete realizzato fissando le Note nel tempo e nello spazio, accogli il mio perdono (per non essere con Voi) rivolto al pubblico presente in sala, ai relatori e alle armonie degli Assenti: questa immensità di anime che raccontano piccole e grandi storie di gioie, professionalità e destini che si incrociano.

Ripeteva un sacerdote a me caro: “Chi è breve è bravo!”

Allo stesso modo vorrei che il mio breve dialogo con gli intervenuti; la musica che Accinni affiderà al suo strumento, servano a riportare alla mente la bellezza del popolo dell’amata Lucania e l’insulsa povertà, voluta dai potenti, vissuta accanto all’emigrazione, la quale continua a privarci delle forze più belle della gioventù meridiana.

Concludo associando alla voce narrante di Accinni quella del Poeta che ha vissuto e trasposto in Poesia la forza silenziosa della Civiltà Contadina Meridionale, Rocco SCOTELLARO:

(…) 

Ma nei sentieri non si torna indietro.
Altre ali fuggiranno
dalle paglie della cova,
perché lungo il perire dei tempi
l’alba è nuova, è nuova


(da Sempre nuova è l’alba)