News da Adele Desideri luglio 2026

Gentili lettori, segnalo quanto segue

* La recensione di Adele Desideri al saggio di Lino De Benetti, Con Dio e senza Dio. Paradigma relazione. Fede-Politica-Vita, Edizioni Ester, 2025

Il saggio Con Dio e senza Dio. Paradigma relazione. Fede-Politica-Vita offre numerosissimi spunti teologici interconfessionali e interreligiosi, nonché accurate, stimolanti riflessioni esegetiche, teologiche, filosofiche, talora psicoanalitiche, e poi sociologiche o inerenti all’etica e alla morale sociopolitica – una miriade di temi culturali, nel senso più ampio del termine.
Il testo si arricchisce, inoltre, di una sterminata bibliografia e di relative, ampie, pertinenti citazioni.
L’itinerario esegetico ed ermeneutico – di cifra protestante – è eccellente: mirabile il commento sull’“Impazienza ribelle di Giobbe”.
L’impostazione metodologica è estremamente corretta; il procedimento non è sistematico, l’autore si muove – come in una sorta di flusso di coscienza – attraverso aree semantiche affini, procede per digressioni e analogie, e torna, infine, al contenuto trattato nei singoli capitoli e sotto-capitoli.
Pone tesi, certamente, l’autore, ma anche diverse domande, le grandi domande di senso alle quali ogni pensatore – da illo tempore – ha tentato e tenta di dare risposte: il male, il dolore, la morte, la vita, l’amore...
Domande di senso che si ripropongono in un continuum denso di osservazioni, mai esaurite in conclusioni apodittiche, inserite dall’autore – e messe pure a confronto – nell’attuale contesto tecnologico postmoderno.
De Benetti resta sempre in profondo, rispettoso, costante dialogo con i «non credenti», poiché il paradigma relazione avviene – nella «cosa penultima», la vita – a seguito di un momento propizio (kairòs), nel quale si sente, si coglie, si incontra il kerygma gesuano – l’Amore.
Avviene allora una conversione di fede – laica, per l’autore – che si traduce in un impegno, appunto, sociale e politico.
Alcune posizioni specifiche di De Benetti di carattere teologico, liturgico, ecclesiale, etico, morale, politico – comunque sempre distanti da qualsiasi forma di esoterismo o di neonaturalismo New age – possono non essere affatto condivisibili, ma rappresentano certamente un punto di vista con cui confrontarsi, nel pieno rispetto delle diverse sensibilità.

Pubblicata l’11 giugno 2026 in SENECIO
Al link www.senecio.it/rec/desideri%20-%20Con%20Dio%20e%20senza%20Dio.pdf

*Ancora, la rivista SENECIO, con i seguenti contributi, aggiornati a giugno 2026:
Giorgio Bolla, Eternità e tempo
Rinaldo Caddeo, Etimologie – 2°
Fabio Dainotti, Traduzioni catulliane – 4
Adele Desideri, Su Lino De Benetti, Con Dio e senza Dio. Paradigma relazione. Fede-Politica-Vita
Maria Luisa Pesce, La discesa
Andrea Piccolo e Vincenzo Ruggiero Perrino, Editoriale
Vincenzo Ruggiero Perrino, Teatro, metateatro e parateatro nell’antichità. Note su una recente miscellanea di studi
Maria Nivea Zagarella, L’Edipo di Sofocle e di Elsa Morante: due itinerari letterari e esistenziali
Al link www.senecio.it




* Lugi Cannillo, Dal Lazzaretto. Poesie, prefazione di Davide Romagnoli, La Vita Felice, 2024
Cannillo si distingue, come già nelle sue precedenti pubblicazioni, elegante nella scrittura, sincero nello sguardo, che, se pure allusivo, non secreta i rimandi autobiografici, i dolori esistenziali, individuali e collettivi. Molteplici sono poi i riferimenti storici, letterali e architettonici del colto poeta e critico, né manca una sincera disapprovazione nei confronti della “poesia come cibo pronto. L’eros resta un tratto sotteso alla poetica di Cannillo, sofferto, scelto, testimoniato senza enfasi, con coraggiosa, pacata lealtà “Io sono ancora il tuo primo segreto//” (pag. 55)” (Adele Desideri).

“Una raccolta, questa ultima di Cannillo, che è dedicata «a noi, così pochi, che n’usciamo a salvamento», per mantenere l’esergo manzoniano citato, ma anche alla controparte di coloro che non sono sopravvissuti, e non può che essere una dedica che è anche il motivo e la forza aggregante della riflessione – ancora tutta in dimensione umana – di cui il Lazzaretto, e la sua ombra secolare, si fa specchio. Ed è una riflessione, certamente, che si pone «a futura memoria», dialogando con le epoche della storia e le età dell’individuo, arrivando perfino a parlare ai bambini che sono nostri genitori, sapientemente mescolando il tutto in quello che sembra fascinosamente un flusso unico e mai nettamente dicotomico tra queste identità temporali e, quasi, alle due reazioni dello stupore per il luogo/simbolo.
Siamo noi, infatti, rimasti, ad ammirare le vestigia – vieppiù funeste e connotate di un cielo ancora così simile a quello manzoniano – di un nostro passato che resta vicino, anche e non solo in figura geografica, comunque esemplificate dai luoghi natali e adolescenziali limitrofi, ma anche delle nostre auto-narrazioni, poetiche e letterarie; ancora noi, «Figure in posa sulla spianata/ mentre del vecchio Lazzaretto resta/ ormai solo il colonnato nord», che guardiamo le nuove case costruite a «battezzare il Novecento», riflessi in quelle finestre dove rifletterci e riflettere su chi siamo, adulti restati «a distanza», forse dal tempo, dalla storia, che riflettono su cosa rimane del dolore di gioventù così come delle sue antiche vestigia, anche storico-letterarie, del passato, proprio e, probabilmente, anche collettivo. La memoria, protagonista principali della raccolta, indissolubile legame che fa vivere ancora il luogo, impone l’identità e congela il tutto in un affresco – visione che sembra mischiare o addirittura ribaltare – le epoche e le età“ (dalla prefazione di Davide Romagnoli, pag. 6).

“La domenica mattina è percorsa/ da un dolore esemplare/ l’organetto suona dalla strada/ il valzer della fiera a giostre spente/ Ma neanche una lira dalle finestre/ È la deriva della settimana/ nessuna vacanza, nel magazzino/ non c’è sosta né via di fuga/ Restiamo un blocco di insetti muti/ a ingoiare i suoni della festa altrui//” (pag. 23).

“Poi tocca a lui in tempo di pace/ un figlio che parte militare/ disarmato ma con la guerra dentro/ Nessuno dei due si muove incontro/ all’altro, da due distanti mattonelle/ Lui si disegna una maschera bianca/ con la schiuma da barba, distrae/ un momento lo sguardo dallo specchio/ e – solo attraverso il suo riflesso – saluta//” (pag. 31).

“Sei sempre tu, davvero?/ Sei ritornato, e noi di nuovo uno/ nella furia di un temporale/ di un risveglio coniugale//” (pag. 33).

“Ognuno si fa allievo all‘altro/ e il corpo una lavagna/ fitta di equazioni//” (pag. 34).

“Ho ascoltato e trascritto/ ogni volta imperfetto affamato/ Mentre altri facilmente sazi/ scelgono dalla lista/ la poesia come cibo pronto//” (pag. 39).

“è un vizio che non si rassegna/ seppellire i vivi e rianimare i morti//” (pag. 44).


Viaggio Nella Piattaforma Alpina in Divenire, Coppa delle Alpi 2024, Il Grande Viaggio Alpino, 2024
Prefazione della Presidente Beatrice Saottini, Introduzione di AD 1000 Miglia Srl, Alberto Piantoni, articoli di Aldo Bonomi, Albino Gusmeroli, Alessandro Porta, Lino Zani, Francesco Pugliese, Claudio Bertorelli.

L’interessante volume descrive l’itinerario della 1000 Miglia dal 28 aprile al 6 maggio 2024: le tappe, Trieste, Kraniska Gora, Cortina d’Ampezzo, Brunico, Seefeld, Livigno, St Moritz, Vaduz, Lucerna, Gstaad, Chamonix, Courmayeur.
Gli articoli trattano gli aspetti sociologici, economici, ecologici, politici, storici, artistici, naturalistici dell’arco alpino.
Il volume è arricchito da un materiale fotografico di forte impatto emotivo ed estetico.

“L’azzardo culturale in gioco nella piattaforma alpina è quello di tenere assieme la parola antica comunità con quelle iper-moderne dell’innovazione, dell’integrazione funzionale e della transizione ecologica” (L’eredità della piattaforma in divenire, Aldo Bonomi e Albino Gusmeroli, pag. 26).

“Nelle Alpi il vuoto dei ghiacciai è una cruda rivelazione dell’estinzione in corso, una nemesi del successo evolutivo della specie umana, oltre che una minaccia alla stessa tenuta dei versanti vallivi, ma è anche luogo della ricerca, delle imprendibili verità ultime, dello sguardo nicciano restituito moltiplicato all’abisso, e del mutamento di prospettiva sul mondo evocato dalla metafora platonica della caverna” (La lezione del ghiacciaio, Aldo Bonomi e Albino Gusmeroli, pag. 26).

“Dopo ore di viaggio con lo sguardo e i pensieri persi nelle montagne, gli equipaggi stanchi per i continui cambi di direzione e di marcia conducono i mezzi ai margini del bosco dove si staglia la Valle del Boite. In fondo alla strada, dopo quella che sarà l’ultima discesa, per gioco di prospettive, Cortina d’Ampezzo. (…) prima meta invernale elitaria, poi borghese, oggi si interroga su come delineare un nuovo spazio di rappresentazione condizionato dall’eredità di un paese sbilanciato per densità di seconde case e necessità di rinnovare l’accoglienza alberghiera e i servizi turistici” (Il racconto della coscienza dei luoghi nell’itinerario della Coppa delle Alpi, Trieste-Kranjska Gora-Cortina, di Albino Gusmeroli e Alessandro Porta, pag. 40 e 43).

“i motori delle auto rombano scavallando il Passo del Giau. Contrasti, percezioni disgiunte, l’orecchio nella litania di valvole e pistoni, gli occhi dentro un paesaggio che esprime silenzio, solo neve in scioglimento impercettibile e cime in controluce. Le curve sono un tratto di ciglia disegnato sopra il soffice manto bianco, lungo cui sfrecciano le carlinghe colorate delle auto alle prime luci del mattino” (Il racconto della coscienza dei luoghi nell’itinerario della Coppa delle Alpi, Cortina, Brunico Seefeld, di Albino Gusmeroli e Alessandro Porta, pag. 44).

“biblicamente parlando, potremmo dire che siamo scesi sulla terra dopo 5 giorni di rotte planetarie in 7 paesi” (Claudio Vertorelli, Alpi per lungo – il paesaggio in movimento lungo la regione metro-montana, Giorno 6, sabato 4 maggio 2024 – da Courmajeur a Milano, pag. 97)


* I volumi della prestigiosa rivista Xenia, Trimestrale di letteratura e cultura, Anno X, n. 3, settembre 2025; Anno X, n. 4, dicembre 2025; Anno XI, n. 1, marzo 2026.

Di seguito, solo qualche nota, ma ne consiglio vivamente l’abbonamento.

I saggi di Rosa Elisa Giangoia, il cui stile è sempre chiaro eppure erudito, semplice eppure complesso nei contenuti, insomma decisamente avvincente:
Teorie Filosofiche di pace tra Sei e Settecento, Anno X, n. 3, settembre 2025, pag. 61-73).
Pacifismo e patriottismo nell’Ottocento, Anno X, n. 4, dicembre 2025, pag. 51-66).
L’irruzione del pacifismo nella letteratura, Anno XI, n. 1, marzo 2026, pag. 53-66).

I saggi di Franco Zangrilli, Pirandello e funzioni della memoria, analitici, completi, eccellenti (Anno X, n. 3, settembre 2025, pag. 24- 47 e Anno XI, n. 1, marzo 2026, pag. 28-49).

E il saggio di Mario Pepe, Proust e l’amore (Anno X, n. 3, settembre 2025, pag. 88-97). Da leggere.

“Si sta bene/ tra le lenzuola, la tovaglia, le camicie, gli asciugamani/ stesi sul terrazzino/ della cucina,/ questa mattina di sole/ senza vento, / a novembre…!//” (Goffredo D’Aste, Anno X, n. 3, settembre 2025, pag. 45).

“Non ho gigli/fra le dita/ – geloni – / regalo dell’inverno/ e un mucchio di peccati/ che stanno giù/ nella mia anima,/ avvoltolati come serpi.//” (Remigio Bertolino, L’angelo nel ghetto, Anno X, n. 4, dicembre 2025, pag. 85).

“Sparsa nel mondo,/ la mia anima/ vi contagerà/ tutti.//” (Luigi Picchi, Epitaffio per Tommaso Kemeny, Anno XI, n. 1, marzo 2026, pag. 51).


* La Sagra della cipolla dolce di Pignona, Comune di Sesta Godano, La Spezia, 5 luglio 2026.
Lungo video, nel quale è descritto il borgo di Pignona, dove risiedo durante le ferie, non solo estive, nel mio Eremo dei pensieri sospesi, e la bellezza della Val di Vara, dominata dal Monte Gottero, e dei suoi dintorni.
E, ancora, vi è un’ampia descrizione della tradizione ligure, sostenibile e inclusiva, legata al cibo, “emblema della cucina mediterranea” (Renata Briano, blogger di GialloZafferano), attraverso la presentazione, a cura di Laura Ivani, del libro di Renata Briano, Dai monti al Mare. Ricette liguri di Renata Briano, Editore Erga, 2025.
Al link www.facebook.com/watch/live/?ref=watch_permalink&v=1653929532574356&rdid=24envaEl9MCEgg24


* Daniele Biasini, Come l’acqua è l’uomo. Medicina, Salute e Coscienza in armonia con la natura, tecniche nuove, 2025
“Una nuova visione della salute, che va oltre l’assenza di malattia.
Questo libro è un viaggio appassionato tra medicina, psicologia e spiritualità, per riscoprire il significato profondo del benessere. Un racconto che intreccia storie, domande e riflessioni, con l’essere umano al centro — corpo, mente e spirito — per esplorare i temi universali dell’esistenza: il cambiamento, le relazioni, l’emotività, la solitudine... e anche l’illusione della morte.
Attraverso l’analisi lucida del medico e il vissuto autentico della paziente, che racconta il suo percorso terapeutico, il testo offre al lettore un’opportunità davvero unica: una doppia chiave di lettura, razionale ed emotiva, pensata per comprendere e percepire ogni sfumatura di questo incredibile viaggio. Un invito a vivere con consapevolezza, integrando pensiero e cuore, scienza e anima.
Perché scegliere la felicità è, sempre, l’unica vera cura.”
Al link www.tecnichenuove.com/libri/come-l-acqua-e-l-uomo


“In fin dei conti, quanta verità su noi stessi e sulla vita possiamo davvero raggiungere e permetterci? Fino a che punto ci si può liberare dalla maschera e rivolgersi con disarmato amore verso l’altro? (…) Fino a che punto ci si può denudare, senza rischiare di essere feriti ancora e ancora nella viva carne sino al centro pulsante del cuore?”
(Carla Stroppa, L’amore impossibile e le donne. Slanci, cadute e trasformazioni del desiderio, Moretti&Vitali 2022, pag. 163).

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