Pubblicato da
Alessandro Ramberti
in data
di Vito Venturini Pur non usando abitualmente Instagram, in questi giorni, sono stato incuriosito dalla parola “instagrammare” che, nel novero dei neologismi, va intesa come l’azione fatta da chiunque pubblichi contenuti sul noto social media. Non riesco tuttavia a concepire il perché questo verbo non trovi miglior uso in un suo secondo significato ovvero nell’azione, certamente più comune e diffusa, consistente, sullo smartphone, nell’aprire l’omonimo applicativo e scorrere insistentemente davanti alla vista i contenuti, lasciandosi trasportare da ciò che viene fatto fluire: infatti questo accade molto più spesso ed inoltre in forma quasi del tutto spontanea. Mentre infatti l’atto del postare è generato da un processo, anche faticoso, alla cui base sta la volontà e gli interessi di chi posta, l’azione del fruire di tutto ciò muove dalla istintiva curiosità dell’utente e senza tener conto del tempo perché una mente, tutta presa dal flusso delle proiezioni, abbandona progressivamente il...
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