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La notte della pace

di Flavio Vacchetta Siamo qui, Signore, dinanzi a un nuovo anno. Un anno che non ci preoccupa perché lo vogliamo vivere con te. Noi siamo la tua indistruttibile coscienza. Noi il respiro del tuo respiro. Noi ancora l’essere incosciente del tuo Essere. Tu l’anima dell’universo. Tu l’anima di ciò che siamo. Tu l’anima dell’atomo che fluisce nelle nostre stesse vene. Tu la radice del cosmo e della carne del mondo. Tu pastore delle galassie. Tu guida dei venti che ti seguono. Tu fonte della luce che mai sarà vinta dalle tenebre. Il sole  irradia e non sa. La pioggia cade e non sa. La neve incanta e non sa. La foresta meraviglia e non sa. Gli uccelli volano in alto e non sanno. Le corolle sbocciano e non sanno. Le rose profumano e non sanno. Tutto qui è incosciente. Tutto qui è l’anima dell’ignoto. Tutto qui vive nella sfera dell’ignoto. Anche le entropie irrompono e non sanno. Solo l’uomo, il vero ignoto, si erge a sapere sicuro. Senza di te, siamo una membrana ignota. Solo noi coscien...

KAMANA

LE TRE FAVOLE DELL’ACQUA DI TRIGELLA

Cronotipo e “cairotipo”: due chiavi ermeneutiche del fatto storico

Kermesse avellanita 2026 sul tema dell’Attesa 10-12 luglio