sabato 17 settembre 2022

Il Bugiardino di Stefano Martello. Le parole della comunicazione per il terzo settore


Per poter essere forte, diventa un artista della parola; perché la forza dell’uomo è nella lingua, e la parola è più potente di ogni arma, avverte il visir Ptahhopte nei suoi Ammaestramenti rivolti al figlio. Si tratta di un consiglio prezioso, soprattutto di questi tempi in cui le parole sembrano aver smarrito la loro esattezza in tanti rivoli semantici.

È uscito Il Bugiardino di Stefano Martello. Con 140 pagine per i Contenuti per il sociale di Elena Zanella editore, è il quinto libro della sigla editoriale.

giovedì 15 settembre 2022

Marco Dalla Torre: Fronte russo (1941-1943). Testimoni ultimi

Novità Ares in vista dell’80° anniversario della battaglia di Nikolaevka (16 gennaio 1943)


Marco Dalla Torre

Fronte russo (1941-1943)

Testimoni ultimi

 

Da oggi in libreria il volume di Marco Dalla Torre dedicato ad alcuni degli ultimi testimoni della Campagna di Russia:

Valentino Perdonà (fante della "Pasubio"), Giancarlo Cioffi ("Savoia Cavalleria") e Ugo Balzari (divisione alpina “Tridentina”).

 

Per approfondire: l’introduzione dell’Autore




Edizioni Ares, Milano 2022, pp. 114, euro 14

«Quando mesi fa si aprì il cantiere di questo libro, mai avrei immaginato che la sorda guerra latente in corso da anni nella parte orientale dell’Ucraina sarebbe sfociata in guerra aperta e brutale.

Sono proprio i territori di cui abbiamo sentito raccontare i reduci, sono le terre calcate dai protagonisti di questo libro.

L’incubo è tornato; peggio ancora, perché i contendenti di ora sono popoli fratelli.

Come sempre a pagarne le conseguenze è la gente normale, la “povera gente”».

Marco Dalla Torre

 

IL LIBRO

Ottant’anni fa, nell’Ucraina orientale e nella Russia occidentale si svolgeva una delle più sanguinose guerre della storia dell’umanità. I sopravvissuti di quegli eventi sono ormai pochissimi e centenari. Qui vengono raccolte tre lunghe interviste che, nella loro complementarità, illustrano le azioni dei militari italiani e le risonanze interiori di un conflitto tanto aspro. I racconti di un fante della “Pasubio”, di un cavaliere del “Savoia Cavalleria” e di un alpino della “Tridentina” illustrano i vari periodi della campagna italiana sul fronte, le diverse strategie che adottarono per “rimanere umani” e le scelte che operarono dopo l’8 settembre 1943.

 

L’AUTORE

Marco Dalla Torre (1966) ha pubblicato diversi saggi sui poeti Clemente Rebora, Antonia Pozzi e Tullio Gadenz e scritti di storia dell’alpinismo. Per le Edizioni Ares ha pubblicato Il testamento del capitano Grandi (2021). Ha svolto il servizio militare nel 3° Reggimento Alpini (1992-93), durante il quale ha partecipato ai primi quattro mesi dell’operazione di peacekeeping Onumoz, in Mozambico. È socio della Sezione di Milano dell’Associazione Nazionale Alpini.

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UFFICIO STAMPA

tel. 02.29526156 (int. 208)

lunedì 12 settembre 2022

Incontro con gli autori a Pero 17 set 2022

Sede Proloco Pero e Cerchiate via Sempione 18/20 - Pero

GIARDINO DEL GLICINE

17 SETTEMBRE 2022

 

FESTA DEL DECENNALE


Dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 torneranno a presentare le loro opere 

gli autori che sono stati 

nostri ospiti in questi dieci anni.


Saranno presenti


Cesare Allia, Luigi Cimini (autori del libro Zarè), Vito Picariello, Alfonso Airaghi, Iole Scarnecchia, P. Gianni Criveller, Lele Scataglini, Barbara Rosenberg, Franco Caminiti, Miriam Ballerini, Giorgio Carrara, Andrea Cattania, Angelo Gaccione, Cataldo Russo, Pepe Bonicelli, Vera Zhuravel


Conducono


Maria Luisa Stocchi e Nino Di Paolo


Il Direttivo Proloco Pero e Cerchiate




Le icone non muoiono

di Sandro Serreri




Le icone non muoiono, perché incarnano un’anima, assumendo il rango di sintesi e di simbolo. Questo, perché qualsiasi possa essere la prospettiva, dal basso o dall’alto, di profilo o di fronte, un’icona parla sempre la stessa lingua universale e, perciò, da tutti comprensibile. 

Lo scorrere del tempo tecnologico può offrirla agli occhi e al sentimento in bianco e nero o a vivaci colori, ma la sua incarnazione non muta. 

Una corona è tale quando c’è una testa che la porta. Un’istituzione ha sempre bisogno di una personalità. Per questo, chi come Elizabeth II è stata, era la Corona, è stata, era l’Istituzione, resterà immortale di fronte alla Storia.

Spingersi oltre, non serve. Piuttosto, alla luce della profonda crisi che sta colpendo i simboli delle nostre sbiadite società, c’è da domandarsi, se questa morte non impoverisca ancor di più un’umanità che fatica a reggere la rovinosa caduta dei suoi collanti identitari. 

L’icona è entrata in un cono d’ombra, ma non si è spenta, non ha cessato di essere: stella polare, punto cardinale. È proprio dell’icona il potere di guardare e di farsi guardare e, facendo questo, saper orientare nonostante le mutazioni, inevitabili quando si tratta dell’uomo, sedentario e pellegrino.

C’è, molto seriamente, da domandarsi, se si può fare a meno di un’icona, se la nostra società asfittica, gravemente malata di sclerocardia, possa reggere l’urto del vuoto a perdere. 

Dopo l’apparente morte dell’icona, forse ci siamo un po’ tutti svegliati con la domanda: E adesso? Fiato, dunque, sospeso sì, ma con gli occhi sui suoi occhi. Questo, perché le icone hanno tale carisma e i piccoli della storia ne hanno tutti un gran bisogno. 

Si moltiplicheranno i luoghi comuni e le banalità, ma lei è già nella Storia senza che sia necessario farla entrare nei libri e nelle lezioni. Il resto lo farà la coscienza collettiva. 



venerdì 26 agosto 2022

Camilla Ugolini Mecca e Natascia Ancarani vincono il Faraexcelsior 2022. Complimenti!

Un grande grazie ai giurati Francesca Abbiati, Maela Bertazzo, Pietro Fratta e Valerio Ragazzini per il loro attento e appassionato lavoro che ha prodotto la seguente classifica. Grazie a tutti i partecipanti e complimenti ai vincitori! Per la sezione Poesia v. qui 

Vincitori ex aequo


Tu sorgerai di nuovo di Camilla Ugolini Mecca (Verona)


Camilla Ugolini Mecca nasce a Verona nel 1971, dove si laurea in Lettere Moderne. Mamma di un bambino di undici anni, svolge la professione di Counselor e Facilitatrice in Costellazioni Familiari e Sistemiche. Nel 2003 ha pubblicato con Liberty House il saggio Ambigue stanze – Un itinerario nell’opera di Antonio Possenti. Nel 2007 il racconto Il paradiso è un cul-de-sac vince il concorso “Pubblica con noi” indetto da Fara Editore. Nel 2021 pubblica il suo primo romanzo, Il destino dell’onda, edito da Il Falò.


«Questo scritto è “Un inno alla donna”. La lettura mi ha coinvolto emotivamente: dapprima in modo spensierato attraverso uno stile gioioso, come gioiosa può essere la natura; poi in un crescendo di sensazioni inquietanti. L’autrice, con la sua scrittura impeccabile e intrisa d’amore ci catapulta in una drammatica realtà, quella dei nostri giorni, dove la violenza contro le donne ci trova sconcertati e impotenti.

Che poi lo sfondo di questo capolavoro sia il mondo mitologico che mai ha smesso di affascinarmi, è sorprendente: il tocco di originalità che rende unica quest’opera.» (Maela Bertazzo)


«Una rivisitazione dell'Inno a Demetra molto convincente. La trama è invariata, ma il focus è sulla protagonista, Demetra, di cui vengono rivelati pensieri, sentimenti, dolori, tormenti, desideri. Il vissuto femminile è sviscerato in maniera non banale, attenta a diversi aspetti e aperta a interpretazioni inconsuete: si parla di maternità, di rapporto tra madri e figlie, di crescita, di distacco (non voluto eppure in qualche modo inevitabile). Riesce a inserire elementi molto moderni, pur rimanendo rispettosamente fedele all'originale. 

Stile semplice, privo di fronzoli, adeguato alla storia e all'ambientazione.

Si colgono lo studio e la preparazione che hanno preceduto la stesura del testo, elemento che considero fondamentale.

Amo molto l'Inno a Demetra e mi sono fatta coinvolgere dalla modalità in cui viene interpretata la vicenda. Mi ha convinta completamente.» (Francesca Abbiati)



Pellegrini di Natascia Ancarani (Ravenna)


Natascia Ancarani è nata nel 1961 da famiglia contadina a Conventello (RA). Dopo aver frequentato il liceo a Ravenna negli anni Ottanta si trasferisce a Pavia per studiare filosofia che ancora insegna nelle scuole superiori. Negli anni Novanta ha partecipato a un gruppo femminista di studio sulla violenza, da cui il volume: Il sonno della ragione. Saggi sulla violenza (Dell’Arco 1993). Nel 2006 ha vinto il “Pubblica con noi” di Fara con la raccolta di racconti uscita nell’antologia 3x2 e da allora ha partecipato a diverse kermesse della casa editrice. Nel 2016 è uscito il saggio narrativo Doppia Esposizione, Berlin 1985-2015, Edizioni del Foglio Clandestino.


«Scritte con una grande padronanza della lingua, le narrazioni riportano quel senso peregrino, errabondo, della vita. Una vita fatta di memorie, viaggi, incontri, vera geografia umana. Nel leggere le storie qui comprese, dalle ceneri dell’Unione Sovietica alla Madonna della Mecca, così varie e differenti, si ha come una strana sensazione di unità. Come se tutto avvenisse dentro la stessa mente. Così le storie sfilano davanti a noi come vecchie cartoline custodite in un baule o come una montagna di cimeli o reliquie, tessere disordinate che unite vanno a ricomporre scene e memorie del nostro passato recente, in un pellegrinaggio dell’anima.» (Valerio Ragazzini)


«I racconti offrono quadri essenziali e stupendamente resi di personaggi e vite inverate con lucida scrittura, lasciano un sapore di veracità che sorprende e coinvolge il lettore conducendolo, fra l'altro, verso un'età drammatica della nostra storia (“lastra” dopo “lastra”) grazie a una narrazione

matura e avvolgente.» (Pietro Fratta)



Opere votate 


La persona informata sui fatti e altri racconti di Bande à part 


Bande à part (Rimini, 1967), ama la letteratura del Novecento (il modernismo anglo-americano e sudamericano, l’école du regarde, il gruppo ’63, Lars Gustafsson, Cees Nootebom…), quella per cui il compito di un autore non è descrivere la realtà, perché la scrittura è limitata: se uno dice “blu”… siamo certi di immaginare lo stesso preciso colore che ha in testa lui? Se è così, la complessità del reale non può essere colta nella sua interezza. Più che l’espressione della verità alla scrittura spetta la ricerca di un senso e il romanzo perde la fisionomia confortevole di specchio della nostra vita. Non offre più una storia in cui immedesimarsi e diventa un atlante in continua evoluzione per ordinare i nostri pensieri. Ha vinto il concorso Narrapoetando con il raconto lungo Come una spirale (Fara 2022).


«Il testo tesissimo, nel primo racconto in particolare: una storia di rancore, giustizia, vendetta, con efficaci caratterizzazioni dei personaggi che, come attori al centro di una tragedia in un unico atto, imbastiscono un processo su un crimine impunito, o così pare. Dialoghi serrati, gestiti con penna sicura, rivelano una voce narrativa pungente e forte che ottengono racconti di grande espressività.
Pur con la stessa abilità, assistiamo tuttavia a un excursus di genere che lascia perplessi, quasi distogliendo dal carattere e dalla ambientazione del primo racconto, ripresi comunque dal successivo Radici, che ripristina luoghi e caratterizzazioni dei personaggi avvincenti e di efficace realismo.» (Pietro Fratta)



Le metafisicherie di Scapino di Alberto Fraccacreta (Urbino)


Alberto Fraccacreta (San Severo 1989, foto Guido Dall’Olio) è assegnista di ricerca in Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Collabora con vari quotidiani nazionali. Nel novembre del 2020 per Transeuropa ha pubblicato il volume di poesie Sine macula che raccoglie Uscire dalle mura e Basso Impero (Raffaelli 2012 e 2016) e altri versi in cui si vela e si svela Delia, una presenza femminile sempre desiderata, salvifica eppure sfuggente. Con le prose di Spin doctor (Fara 2021) ha vinto il concorso Narrapoetando.

«Una commedia briosa, divertente, con ritmo incalzante. Mi ha coinvolta e mi ha fatto molto ridere (per me, ridere o piangere mentre leggo è segno che il testo mi convince). I personaggi sono ben caratterizzati e si rifanno alla tradizione classica del teatro. Il testo non si limita a mettere in scena una storia, ma vuole anche presentare una riflessione sul teatro e sulla vita. Interessante e non banale il finale di redenzione, col passaggio da Inferno a Purgatorio, fino in Paradiso. Ben strutturata la composizione delle scene e degli atti.» (Francesca Abbiati)


La scelta di Jacopo Mori(Belluno) 


Jacopo Mori è nato a Feltre nel 1974 e vive a Belluno. Dal 2007 lavora come insegnante di matematica e scienze alle scuole medie. Ha una formazione liceale classica, ma mi è laureato nell’ambito scientifico, con studi prima in Fisica (non terminati) e poi in Biologia. Ha lavorato anche nel mondo del giardinaggio, svolgendo attività di tree climbing, ed è guida naturalistica ambientale. Gli piace coltivare uno stile di vita che cerca di valorizzare le relazioni con quanto mi circonda; amo le attività nella natura, la ricerca spirituale, la dimensione del viaggio e dell’incontro con gli altri.


«Nell’età del superfluo, nel tempo del lusso e delle meraviglie del mercato, l’autore/l’autrice racconta la surreale venuta di uomini buoni e puri che promettono benessere in cambio delle nostre radici. Ma le radici, spesso dolorose, affondate nella terra dei padri, dei nonni, sono in vendita? Il nostro passato, bello o brutto, può essere merce di scambio per un futuro radioso?

Questa parabola del progresso, con una scrittura veloce e immediata, porta il lettore verso una domanda fondamentale: quando si presenterà, saremo in grado di riconoscere la felicità?» (Valerio Ragazzini)



Sentieri ininiterrotti di Sergio Fabbri (Rimini)


Sergio Fabbri è nato a Cagliari nel 1955. Si è laureato a Bologna in Ingegneria nucleare e ha insegnato fisica nella scuola superiore fino al 2019, prevalentemente a Rimini (dove vive). Attualmente in pensione, continua insieme con la moglie nella sua ventennale attività di autore di testi scolastici di fisica per la SEI di Torino. Ha pubblicato con Raffaelli una raccolta di poesie intitolata Zemlja. Come studente uditore segue i corsi presso l’Istituto di Scienze Religiose Marvelli. I suoi interessi principali sono la scrittura, la lettura, la musica e recentemente… la Bibbia.


«Da qualunque prospettiva si guardi, indipendentemente dalla nostra fede – fossimo agnostici, atei o tiepidi credenti – questo scritto è un eccellente esempio di come l’essere umano nella sua fragilità e imperfezione possa arrivare, attraverso un percorso interiore non facile ma illuminato, a un cambiamento radicale: la fusione con l’Assoluto. A guidare i passi, una rinnovata consapevolezza, e prendendo in prestito le parole dell’autore: “Non è tanto un problema di capire, quanto di abbandonarsi al proprio sentire e affidarsi a lui”.» (Maela Bertazzo)



Segnalazioni


Angela e altri racconti di Lorena Tiezzi (Sarteano, SI)


Lorena Tiezzi vive a Sarteano (Siena) dove è nata 63 anni fa. Nel 2006 pubblica con la casa editrice Il filo la raccolta di poesie Respiro e vince il secondo premio nel concorso poetico AC Misterbianco. Nel 2008 pubblica alcune poesie nella rivista Poeti e Poesia. Nel 2009 partecipa con le sue poesie allo spettacolo di danze in cerchio “Pa cha Ma ma” e si classifica II nel premio nazionale “Donna sopra le righe” con un racconto breve. Nel 2010 la sua raccolta “Frusta” viene pubblicata nell’antologia Poeti del 900 della Valdichiana. Dal 2011 al 2019 le sue poesie sono inserite in sette antologie della casa Editrice Pagine. Fin da bambina mostra un amore profondo verso le arti figurative che esprime con l’utilizzo di svariati materiali e tecniche, spaziando dal ricamo alla scultura in argilla.


«Quanta vita in questi racconti! Con un linguaggio che viene dal cuore, l’autrice ci porta nei luoghi a lei cari, accendendo ricordi ed emozioni. Alcune pagine sono intrise di sentimenti profondi e di immagini indelebili, come le mani, quando accompagnano e danno sicurezza. La natura è descritta in modo genuino e ogni racconto è una ricchezza di odori e sensazioni che ammorbidiscono i nostri sensi, troppo spesso induriti da una indomabile frenesia quotidiana.» (Maela Bertazzo)

mercoledì 17 agosto 2022

Riviera.Invisibile a San Benedetto del Tronto 24 ago 2022

Alle ore 19:00 di mercoledì 24 agosto 2022 presso La Conchiglia Bagni 1951 di San Benedetto del Tronto (AP) Giorgio Massi presenta il suo racconto autobiografico nei luoghi stessi in cui è ambientato: Riviera.Invisibile. Una scrittura brillante, coinvolgente, dallo stile personalissimo. Con il Prof. Antonio D’Isidoro, docente universitario e critico letterario, e l’autore della splendida copertina Roberto Cicchinè

giovedì 11 agosto 2022

Menzione di merito a La simmetria imperfetta


SEZIONE D. ROMANZO EDITO 

1° classificato
di William Wall 

2° classificato
di Marcello Loprencipe 

3° classificato: 
di Davide Sacco 

a pari merito con
di Massimo Simonini 


MENZIONE DI MERITO DELLA GIURIA  

di Alessandro Ramberti 


di Paolo Borsoni 

La stoffa dell’universo a Casalanguida (CH) 18 ago 2022

GIOVEDI’ 18 AGOSTO 2022

ORE 21.00



Casalanguida (CH)

Piazzetta Chiesa Madre 


AVIS CASALANGUIDA


presenta

Nino DI PAOLO

con il libro



Si ringraziano l’Amministrazione Comunale di Casalanguida

e la Parrocchia di S. Maria Maddalena

martedì 9 agosto 2022

L’orante


A chi si sente ferito


Un’infanzia dolorosa, la sua. Povero ragazzo! Non sarà mai felice! Detto questo, si alzò, porse la mano, diede uno sguardo verso la sedia vuota, lì, accanto, e uscì. Fuori, il sole era assai luminoso, più del solito, alto sull’orizzonte, confuso dentro un celeste quasi bianco. Si sarebbe detto che per guardarlo, dritto negli occhi, sarebbe stato sufficiente mettere una mano davanti, ma, ovviamente, non era così, non poteva essere così. Quindi, attraversò la piccola piazza – un vero respiro per il palazzo di vecchi mattoni – e si diresse verso la chiesa che molto l’adornava con il suo volto decorato da marmi in fiore e da statue, immobili e ormai grigie. Entrò, immerse le dita nell’acquasantiera, dove un angelo sorrideva, e con passo cadenzato dal battere del bastone sul pavimento, giunse davanti all’altare dove santi e sante volavano e danzavano in cerchio e nel mezzo una Madonna incoronata e orante. Belle le mani sottili! Sedette, pesantemente, sul banco che cigolò come per lamentarsi. Avrebbe voluto inginocchiarsi, ma le gambe non risposero al suo lontano comando. Allora, piegò il petto e il capo sino a porre la fronte in preghiera. Il silenzio, attorno, era… profondissimo, e i pensieri che vennero, uno dietro l’altro, si accavallarono al trotto e al galoppo. Li lasciò correre. Poi, le mani tremanti ad accogliere la stanca fronte e le labbra vibranti nel sussurrare, preghiere, forse.


Quella postura divenne comoda, tanto che… ah, che ricordi, che sospiri, che turbamenti! Vennero immagini di luoghi e volti e voci confuse, non comprensibili, e vide chiaramente sottratti al passato remoto i colori pastello delle stanze dove, bambino, vagava, tra libri e quadri, spesso solo e muto. Vennero ricordi di parole rotte da un ceffone o da una porta sbattuta o da una porcellana infranta. E perciò, la preghiera, mormorata, divenne pianto e calde, salmastre, lacrime caddero sui piedi. Non riuscì a trattenerle, li lasciò sgorgare, e vide sé stesso, bambino, nel giardino della grande casa di campagna, nascosto dietro l’intreccio delle rose, singhiozzare e dire sottovoce parole o, forse, i versi dell’ultima poesia imparata a memoria o, nel nascondimento, scritta a lume di candela. Sentì, allora, il desiderio di alzare lo sguardo verso l’ultima Salute, ma gli occhi, grandi e arrossati, caddero dentro quelli, belli e gloriosi, della Donna in maestà. Non distolse lo sguardo da quella beatitudine e come quando, bambino, la mano nella calda mano della nonna, cantava: Ave Maria…, coì incominciò: Ave Maria… Vennero, improvvise, le ore dodici e le campane e tutta l’infanzia dolorosa di un povero ragazzo chiuso dentro un labirinto di mattoni e di libri. Non si alzò, ma restò seduto con la viva speranza di entrare presto nel cerchio del sole e della luna. 

sabato 30 luglio 2022

È simmetrico l'universo?

Nino di Paolo su La simmetria imperfetta

È simmetrico l’Universo?
E lo è nel senso che ad ogni particella ne corrisponderebbe un’altra che le “permette” di esistere, come i fisici che hanno elaborato la teoria delle stringhe supersimmetriche ipotizzano?
Quelle stringhe supersimmetriche che giustificano un Universo a undici dimensioni anziché alle quattro a noi percepibili?
Matematica e fisica ricercano in questa ed in altre direzioni.

In questa direzione pare ricercare anche JHJ nel suo La simmetria imperfetta.
La letteratura, che è anche espressione filosofica, si pone le medesime domande della ricerca scientifica e spesso e volentieri ne è profetica anticipazione.

Nella simmetria imperfetta di JHJ la ricerca del senso, il tentativo di comprensione del senso del tutto si realizza in un gioco di specchi tra i vari capitoli dell’opera, in un ambiente onirico, perché in un sogno anzi, in più sogni, ci si immerge.

Sogni che sono sempre simboli più che premonizioni o angosce nascoste.

Ciò non impedisce all’autore, in uno dei due capitoli III (quello di pagina 41), di esporre, sempre attraverso immagini metaforiche ma arrivando ad una osservazione che ne è conclusione razionale esplicita, una sua tesi:
“L’intelligenza dell’uomo ha trasferito l’indefinito al di fuori di questo pianeta, nei lontani spazi siderali, nello studio delle particelle subatomiche, ma anche, come sempre, all’interno della logica stessa dell’intelligenza.“

L’opera è anche corredata da significanti immagini: disegni allegorici, stampe antiche, foto di familiari dell’autore, foto di luoghi descritti.
ed è un’opera che, nell’evocare miti di numerose civiltà, rivela anche la grande e gradevole erudizione dell’autore.

Poi (o al centro di tutto) ci sono le relazioni umane, quelle che accompagnano, svelando o semplicemente ponendo domande, la direzione del senso della ricerca di quel senso del tutto (o anche “solo” di sé stessi) e senza le quali l’unico esito sarebbe il nulla.

30 luglio 2022


venerdì 29 luglio 2022

News da Adele Desideri 29 lug 2022

a cura di Adele Desideri

Gentili lettori, segnalo quanto segue

* La rivista Xenia. Trimestrale di letteratura e cultura, Anno VI, n. 3, settembre 2021. In particolare, l’articolo, ponderato e degno di meditazione, di Rosa Elisa Giangoia, Vecchiaia; e l’articolo di Goffredo D’Aste, La musica leggera francese in Italia negli anni ’60 e ’70 del Novecento, un interessante, colto, raffinato amarcord che possono apprezzare anche i più giovani.

* Ancora la rivista Xenia. Trimestrale di letteratura e cultura, Anno VI, n. 4, dicembre 2021. In particolare, l’articolo di Rosa Elisa Giangoia, I bambini nella Divina Commedia, erudito e al tempo stesso chiaro, fluido, decisamente godibile; e il racconto di Beppe Mariano, La pietra della saggezza, nel quale l’autore narra di una Natività quanto mai contemporanea, disegnata con un tratto fiabesco, grazioso e ironico. Gesù nasce per donare “il senso che l’umanità ha perduto”, mentre si fa latore di una salvezza che coincide con il desiderio di “venire al mondo”, per rispettarlo nella sua intrinseca, naturale, bellezza.

Xenia è rivista d’ampie vedute, di validi saggi che sfiorano i diversi ambiti culturali. Presenta una discreta pubblicazione di inediti e una trentina di pagine dedicate alle recensioni. Ne consiglio vivamente l’abbonamento.

* Pubblicati dall’amico Alessandro Ramberti, FaraEditore

** Alberto Fraccacreta, Spin doctor. Prose e racconti, 2021.
Alberto Fraccacreta è nato a San Severo nel 1989. È iscritto al terzo anno di Dottorato in Italianistica presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Ha pubblicato saggi su Montale, Heaney e Magrelli per riviste specializzate. È presidente dell’Associazione culturale La Resistenza della Poesia. È tra i fondatori del Centro Teatrale Universitario Cesare Questa a Urbino. Collabora con il quotidiano online Succedeoggi. Ha scritto recensioni e interviste per Alias il manifesto e Avvenire. Ha pubblicato, per Raffaelli editore, le sillogi Uscire dalle mura (Finalista Camaiore Giovani, 2012) e Basso Impero (2016). Ha curato, per Raffaelli editore, il cofanetto con poesie di Adam Zagajewski dal titolo Il fuoco eracliteo nel giardino d’inverno (2017) e, per Carocci, Tradurre per la scena. Aulularia di Plauto (ottobre 2017). Ha pubblicato il volume monografico su Mario Luzi, Fisica della parola pura (2017).

“Questi racconti non hanno un carattere facile, per assaporarli bisogna dotarsi prima di un bagaglio di conoscenze non comune. Ma basta entrare in sintonia e i racconti si aprono, svelando delle perle nascoste. Sono a tratti articoli di viaggio Montale, in altre sono parti di poesia da leggere e rileggere, spesso sono vini da meditazione da gustare da soli, tranquilli, in silenzio e con grande concentrazione. Alla fine, irrefrenabile, nasce il desiderio di conoscere l’autore” (Angelo Leva, motivazione opera prima del concorso Narrapoetando 2021).

“La mia missione resta con anche penuria di linguaggio e di mezzi espressivi quella di scrivere un resoconto su Delia: presentarla al lettore, come uno spin doctor presenta il suo uomo politico con un colpo a effetto. Il problema è che Delia sembra indicibile. E io - non sembro, ma sono - uno spin doctor alquanto fallimentare.” (pag. 15)

“La vera vittoria e la vera sconfitta hanno questo in comune: non fanno scalpore. Per tale ragione si confondono. Sarà sempre l’effimero a gridare, la verità a restare in silenzio. Perché gridare e pavoneggiarsi è una spia della debolezza. E che ci vuoi fare? La debolezza è debole.” (pag. 36)

** Alessandro Zaffini, Concerto inutile, 2021 (raccolta di poesie). Il nome di Alessandro Zaffini (Sassocorvaro, PU, 1988) si perde nella leggenda: protagonista del poema Urbineide (Raffaelli 2017) di messer Brunetto da Foggia, dottore nella città ducale e terrore del Nordest italiano sotto le spoglie del cantacose Giumara, a lui sono attribuiti due famigerati volumi: Le api marce (Sigismundus 2013) e Scordare il copione (Fara 2018), nonché Senza rumore (Alka 2019), un CD registrato con la band Giumara & The PinkNoise. Durante la pandemia sarebbe caduto in estasi nel suo scantinato… da allora un disco (Il regno vegetale) resta sepolto con altri segreti in attesa di spedizioni archeologiche.

“Anche quando lo stile defluisce verso dimensioni più sciatte (…) e (…) nelle più dirette volgarità, è convincente e funziona in rapporto all’economia della raccolta, perché riflette con sincerità e purezza un nervosismo morale e un umore dinamizzato dall’intelletto (…). Sono gli stessi nervosismi intellettuali pieni di bile che spesso la coltre dei tabù e del convivere civile ci costringono a tappare, reprimere, tacere, ridimensionare.” (dalla Prefazione di Riccardo Deiana, pag. 17)

La scoperta dell’evasione
“(…) // Se quel mio bisnonno vagò cieco di rabbia / e i miei cari insegnanti sbranarono libertà / d’orgia sessantottina – se mio nonno sbranò mio padre // anaffettivo e mio / padre è caduto dentro a mille utopie / domenicali di turismo e pranzi / di prepensionamento, case e antifurti / il peggiore di tutti / è chi vi parla, gente: non ha ancora trovato qualche scusa / per alzarsi dal letto.” (pag. 30)

** Matteo Bonvecchi, De praecipitata luce, prefazione di Filippo Davoli, 2021 (raccolta di poesie).
Matteo Bonvecchi è docente al Liceo Classico di Macerata e vive a Montecassiano, tra i lieti colli cantati dal Poeta della vicina, sovrastante Recanati. Con Le odorose impronte si classifica primo al concorso Faraexcelsior 2018 e vince nel 2020 il Narrapoetando con In crepa di melograne. È giurato in concorsi letterari nazionali.

De praecipitata luce è il colto esperimento, sicuramente riuscito, di vestire l’arte con versi e storie e voci narranti. Su tutto, la grazia vivificante del Signore.“ (Andrea Biondi, motivazione opera seconda del concorso Narrapoetando 2021)

“E ora che finalmente tutto assaporo / di quest’inedito silenzio, rotto a volte / soltanto da un coro lontano / come suono da un grembo, / ora comprendo che certo / il male non è necessario, / che pure solo per quel male – davvero / O felix culpa! – palpita di nuovo / il giorno capace d’una catastrofe / trasfigurare in luce. // Massa Fermana, a.D. 1468” (pag. 39)

** Bruna Cicala, Tintinnio di lapislazzuli, 2020, prefazioni di Claudia Piccinno e Mirco Manuguerra (raccolta di poesie).
Bruna Cicala è genovese e l’anima stessa della sua città racchiude l’essenza della sua poesia, (…) misteriosa, rude e affascinante. Ti allontana e ti richiama a sé, come i mille carruggi e le creuze che fendono alti muretti a secco, dove la solitudine contemplativa si stempera in malinconia. Ha pubblicato in poesia con le Edizioni I Rumori dell’Anima: Tra dune di lava antica (2015) e Tra rovi e pietre preziose (2017). Qui 
un breve video la ricorda.

“Questa raccolta è precedente al grave incidente che ha subito la poetessa, eppure ha in nucecome una profezia, quella sua filosofia di vita che gli eventi hanno avvalorato. Bruna è donna resiliente e di certo si è aggrappata all’amore per gli altri e per sé stessa, quando ha scelto di lottare ancora.” (dalla prefazione di Claudia Piccinno, pag. 8)

Ossimoro
“Bianca rosa di spine. / Si veste di rosso scarlatto / l’attesa impaziente, ferita, / marchia le dita e la bocca/ succhiando la stilla di sale. / Puntuale imperfetto, / Si veste alfine di bianco / nell’anima mesta, / pronta a rinascere all’alba / di un’eco dismessa.” (pag. 33).

Di fuoco e di lava. (Fragili querce)
“Tu, donna, moto indomito,/ di fuoco e di lava le tue viscere,/ fiume sacro nelle vene/ latte e miele per la vita.// Tu, donna, venere sacrificale/ vestale e Messalina consenziente,/ (...)/ Di spargere sorrisi fanne tuo onore e vanto,/ del tuo morire, dentro, silenzioso canto.” (pag. 35).


* La raccolta poetica di Alfredo Alessio Conti, Sulla soglia dell’infinito, Biblioteca dei Leoni, 2021.

Alfredo Alessio Conti è nato nel 1967 a Bosisio Parini in provincia di Lecco, attualmente vive a Livigno. Ha pubblicato le seguenti raccolte: Poesie Amiche (1991), Se il Vento (1993), Nelle dune di Saffo (1994), Avvolto dal tuo tenero amore (1998), E in questo mal di vivere (2002), Vivo di Te (2007), Salmodiando Dio Oggi (2008), Poesia insensata (2012), Ho un ragno nel cuore e amore i suoi fili d’argento (2012), Quando un poeta se ne va (2019), La verità nascosta (2020). Sue poesie sono comparse su riviste nazionali e internazionali ed è presente in antologie anche scolastiche: Dossier Poesia (Profilo della poesia italiana del secondo novecento di Francesco De Napoli, Book Editore, 1993), Percorsi Letterari (Poeti e narratori contemporanei per il biennio delle Scuole Superiori, Book Editore, 1995). Ha conseguito il baccellierato presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma. Ha lavorato presso l’associazione Il Gabbiano di Colico dedita al recupero dei ragazzi tossicodipendenti, malati di aids e minori.

In attesa se ne vanno
“In attesa / di essere adagiato nella tomba / i dolori si incontrano / si saldano tra loro per la perdita / e chinati silenziosi / aspersi d’acqua benedetta / se ne vanno consolato / a piangere / nella loro nuova / solitudine.” (pag. 37)

Osservo la sua bocca socchiusa
“Osservo la sua bocca / socchiusa / come se sorridesse / alla vita / ora che morta giace/ qui immobile/ sta passeggiando/ sui rivi dell’Ade/ ora/ con le braccia allargate/ ritta e in attesa/ che la barca/ la porti alla deriva.” (pag. 48)


“Pregare è indovinare / la presenza / dell’eterno Assente / e sapersene meravigliare, / respirando l’eternità”
(Mariangela De Togni, Si fa sfoglia il mare nel silenzio, FaraEditore 2021)