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Alessandro Ramberti
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di Vincenzo Capodiferro È il canto popolare dei fedeli e dei pellegrini in onore di Sant’Antonio di Padova, protettore di Castelsaraceno, in Lucania. È di una dolcezza e di un’enfasi straordinaria, soprattutto se lo si sente cantare nella monodica tonalità, tipica dei canti dialettali. Si fa allusione anche ai miracoli che la tradizione riporta, come a quello della mula, dei pesci, dell’avaro, del neonato. La festa di Sant’Antonio, che attualmente si celebra la terza domenica di giugno, è accompagnata dal culto arboreo, che consta di tre fasi: la ‘ ndenna - la prima domenica di giugno - taglio e trasporto di un albero di faggio dal bosco Favino, accompagnato nel paese e tirato da buoi tra feste e canti; la conocchia - seconda domenica - taglio e trasporto di un albero di pino, con feste e canti; innalzamento : durante la festa di Sant’Antonio si procede all’innalzamento del tronco di faggio scuoiato ed accoppiato all’albero di pino, su cui sono appesi dei premi, oggetto di riffa di c...
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