sabato 17 gennaio 2026

Ecco i vincitori del Narrapoetando 2026 sez. Racconto/saggio

 

Per la sezione poesia v. 


I. classificato


DUE RACCONTI di Giampaolo Proni (Rimini) 


Giampaolo Proni, nato a Faenza, Italia, il 5 settembre 1955, è laureato in Filosofia e dottore di ricerca in Semiotica. È stato allievo e poi collega di Umberto Eco. E’ stato professore associato presso l’Università di Bologna e autore di monografie e articoli di semiotica e comunicazione. Ha svolto attività di pubblicista per diverse testate tra le quali IlSole24Ore, e ha lavorato per RAI TV, la televisione pubblica italiana. Nel 1989 ha pubblicato il primo romanzo della trilogia dedicata all’intelligenza artificiale ASIA: (Il caso del computer Asia, Bollati-Boringhieri), seguito da La dea digitale (Fazi, 2000) e Digit_Zero (Aracne, 2008). La trilogia è poi stata riproposta da Antonio Tombolini editore. È autore del romanzo giallo per ragazzi L'indagine di Maria H. (Signorelli, 1993), oltre a diversi racconti di fantascienza, tra i quali "La corsa di Jimmy Boot", in Cyber Punk, Millelire Stampa Alternativa 1995.


«In DUE RACCONTI si celebra un evento che durante la nostra vita terrena potrebbe essere visto come uno, forse IL desiderio più grande dell'umanità credente (e non): l'incontro con Dio. In queste righe LUI viene cercato, sognato, costruito e visto. E l'arrivo di Dio nella propria vita sarà qualcosa di enigmatico in grado di ribaltare le certezze preesistenti.» (Arianna Biscotto)


«I due racconti “Il signor Sorbino e Dio” e “L’isola del miele”, soprattutto il primo, sono due racconti “fantastici”, dove realtà e surrealtà convivono, sotto lo sguardo di un Onnipotente distratto ma non troppo. Le trame ordite dall’autore sono, a loro modo, “divertenti”, poco verosimili, quindi fantastiche, ma originali. Una ambientata in una nostra città, l’altra in luogo esotico, entrambe con un protagonista che si ritrova immerso nel dubbio, non filosofico e neppure esistenziale, ma improvviso. L’identificazione con un protagonista così accompagna la lettura.» (Nino Di Paolo)


«Scrittura scorrevole e godibile, il testo è allo stesso tempo immaginifico e rigoroso, fantasioso e coerente. E lascia aperto uno spiraglio al dubbio: e se fosse davvero cosi?» (Marco Bottoni)


«Storie originali e interessanti, ben congegnate, attente a catturare il lettore con un ritmo narrativo sostenuto.» (Paolo Calabrò)


«Due storie, con due scenari e due registri narrativi completamenti differenti, a cui fa da filo conduttore una medesima presenza del divino ricercata in una maniera del tutto inusuale, ma interpretata in una chiave moderna. L’autore, grazie ad una narrazione serrata e coinvolgente, spinge i lettori a seguire la logica dei racconti, arrivando ad un effetto sorpresa in entrambi i finali.» (Cristiana Veneri)



II classificato


Un lungo inverno crudele di Giovanna Passigato (Medicina,  BO)


Giovanna Passigato è nata e cresciuta nella Bassa veronese; laureata in Giurisprudenza a Bologna, dove ha lavorato per lungo tempo all'Università. Pur arrivata tardi alla scrittura, si dedica a questa ormai da quasi trent’anni. Ha vinto vari concorsi e pubblicato vari libri (nessuno a pagamento!) Adora i giovani, che sono quasi sempre i protagonisti dei suoi racconti/romanzi. Ora vive in un paese della Bassa Bolognese occupandosi di iniziative culturali, e di mettere a posto le quintalate di appunti per opere che vorrebbe scrivere. Forse nella prossima esistenza! Ha posseduto vari gatti (anzi, loro hanno posseduto me, come potete appurare leggendo Vita con Ofelia).


«L’opera si compone di otto racconti, il secondo dei quali dà il titolo a tutto il lavoro. “Un lungo inverno crudele“ è racconto ambientato nel passato, un passato nel quale superstizione pura, superstizione religiosa ed abbozzi di razionalità convivono e si intrecciano nel tempo in cui iniziano ad intrecciarsi, qui in Europa, non solo nelle terre colonizzate, etnie di un altro mondo, separate da millenni da quello mediterraneo e nordeuropeo. 

Questo nostro mondo sapeva dell’Africa nera e del profondo Oriente, ma ignorava totalmente il mondo di coloro che passarono lo stretto di Bering e si spinsero fino alla Terra del Fuoco. Il protagonista del racconto è un ragazzo indio, novizio gesuita, finito nel bolognese con i suoi confratelli (bianchi ed anziani) espulsi dalle Americhe, con le conseguenti vicende di incomprensione, anche linguistica (neppure i Gesuiti che parlano latino ed italiano comprendono il dialetto bolognese) ed emarginazione. La scrittura dei racconti, di tutti e otto, è pulita, chiara anche quando utilizza termini dialettali italianizzati o semplicemente espressioni dialettali (come nel racconto “Galline - Veneto anni ’50”) e la lettura è scorrevole, senza intoppi di trama. Il filo conduttore di tutti è l’insopportabilità del vivere, laddove il peso soffoca ogni speranza e nulla si intravede all’orizzonte.» (Nino Di Paolo)


«Con i tratti agili di una scrittura piana e ritmata sa indagare e rendere al lettore l’interiorità dei protagonisti di Storie che, a partire da epoche lontane, arrivano ad abitare il nostro Tempo.» (Marco Bottoni)


«Opera che spicca per l'ambientazione e la capacità di gestire il linguaggio e l'atmosfera dell’epoca.» (Paolo Calabrò)


«Un lungo inverno crudele ci propone sei storie, lontane tra loro nel tempo e nello spazio. Sei quadretti il cui comun denominatore è la Fine ineluttabile, cui tutti dovranno fare i conti. L’effetto è senz’altro spiazzante, a tratti alienante. L’intento, forse, è far riflettere sulla pluralità delle cause.» (Cristiana Veneri)



III classificato


RACCONTI BREVI SCELLERATI E DOLCI di Roberto Battestini (Pescara) 


Roberto Battestini (1966) è fumettista, grafico, disegnatore e docente di lingue straniere. Lavora nel campo dell’illustrazione scolastica e per riviste. Traduce fumetti dall’inglese, dal francese, dal portoghese e dallo spagnolo. Collabora con le principali riviste di fumetto italiane. Nel 1997 Peluche sullo stomaco è l’unico fumetto della collana di saggistica Castelvecchi. Nel 2009 Fratelli ottiene il I premio ad Arena! di Bologna e nel 2010 una nomination al Napoli Comicon. Con la EDB crea la collana Catecomics. Pubblica per la Ave di Roma una biografia di Giovanni Paolo II e una di san Francesco. Nel 2009 e nel 2010 vince il Premio Fede a strisce a Rimini. Nel 2018 pubblica A caro sangue, 001 edizioni di Torino. Nel 2018 vince il premio Genti d’Abruzzo sezione fumetto. Nel 2022 esce con Neo Edizioni Abba Padre, I al Premio Vito Moretti 2023 categoria Graphic Novel. Nel 2023 Abba Padre riceve una menzione speciale del premio Fede a strisce. Lavora nel campo della sceneggiatura dal 2008, attualmente è impegnato come sceneggiatore e storyboard artist nella realizzazione di una serie di otto puntate per la Red Film basate sul suo romanzo a fumetti A caro sangue. Premio Lorenzo Bartoli alla carriera a maggio 2024 nel corso di Cassino Fantastica. www.battestini.it


«Motivazione per RACCONTI BREVI SCELLERATI E DOLCI: se fossimo capaci, come suggerisce l'autore alla fine, di ricordare quello che dicevano le nonne e cioè che "le statue dei Santi hanno un cuore vero" forse i diversi protagonisti di questi RACCONTI avrebbero potuto affrancarsi ed i finali delle loro storie avrebbero potuto prendere una piega ben diversa.» (Arianna Biscotto)


«I sette racconti di questa raccolta offrono, a chi legge, vissuti amari, con conclusioni a volte tragiche, un tragico che accoglie il “pulp”, ed altre “soltanto” tristi. Il linguaggio è sempre comprensibile, quotidiano, nel senso migliore del termine.
Scrivere come si parla e farlo comunque in un corretto italiano sembra facile ma non lo è. Riuscirci, come qui, è meritevole di apprezzamento. E l’ho apprezzato.» (Nino Di Paolo)


«Pagine scritte con uno stile diretto, secco; racconti che suonano amari ma che risultano corrispondenti alla realtà di un Mondo che sa essere anche cattivo.» (Marco Bottoni)



Opere votate



LE LEONESSE: storie di missionarietà al femminile di Paola Spigarelli (Rimini) 


Paola Spigarelli ha pubblicato Sorelle e madri (premio Faraexcelsior 2019) e, nel 2020, Le scrittrici di D’Io. Innamorata fin da piccola dei libri, trova nella letteratura e nella storia delle donne una riserva inesauribile di meraviglia e forza, la stessa che mette al lavoro con i bimbi.


«È sempre affascinante e motivante confrontarsi con la forza e la determinazione di donne che hanno perseguito per tutta la loro vita un ideale.» (Arianna Biscotto)


«La testimonianza al femminile è una testimonianza umile, caparbia, forte e forse inaspettata. ‘Le Leonesse’ ci fa entrare nella vita di missionarie, che nel loro piccolo sono state grandi… vere e proprie leonesse. Sono storie che sorprendono e che meritano di essere conosciute. Si delinea un ruolo, quello femminile, che anche nel cristianesimo ne è parte viva e fondamentale.» (Cristiana Veneri)



Massifondi di Giorgio Massi (Ascoli Piceno) 


Giorgio Massi (1973) Laurea in Giurisprudenza. Vive da oltre un secolo nel sud delle Marche. Autore per hobby di racconti poetici e provocazioni letterarie. Qualche premio e attestato di merito sulla coscienza da eterno secondo. Passione per sport e cultura dello sport giocato.


«Una voce narrante ossessiva e calibrata racconta una passione sportiva vissuta come necessità vitale e simbolica, affiancata dalla presenza di un felino che partecipa, quasi per contagio, allo stesso slancio agonistico. Attraverso un’ironia costante e mai compiaciuta, il testo attraversa i meandri dell’esistenza contemporanea, restituendone una critica sociale ampia e incisiva. La scrittura colpisce per la brillantezza della tessitura retorica e poetica, sostenuta da una scelta formale rigorosa e originale: paragrafi brevi che introducono pause e ritmo, organizzando un flusso narrativo intenso, compatto e densamente esperienziale.» (Graziella Sidoli)



Le sette pievi. Otto novelle  peregrine (tra labirinti e scacchiere) di Saverio Caponi  (Firenze) 


Saverio Caponi vive e lavora a Firenze, sempre impegnato a guadagnarsi il tempo per leggere, studiare, scrivere cose di filosofia, psicologia, varia letteratura.


«Saggio filosofico attraversato da passaggi di poema in prosa, Le sette pievi si impone come un viaggio misterico verso il sacro primordiale, là dove il segno — labirinto, scacchiera — diventa dispositivo di ascolto e di rivelazione. La scrittura rifiuta ogni funzione esplicativa per assumere un ruolo attivo: attraversa, convoca, conduce. Articolato in Anteprima, Otto Novelle ed Epilogo, e sorretto da essenziali bibliografie filologiche, il testo affonda in un sapere necessario che si traduce in una lingua di eccezionale densità e limpidezza. Ne risulta un’opera di alto valore speculativo e poetico, capace di tenere insieme rigore del pensiero e forza visionaria, offrendo al lettore non un semplice percorso interpretativo, ma una autentica esperienza di soglia.

(Nota critica: Un po’ eccessivo nella resa retorica e la composizione strutturale)» (Graziella Sidoli)



Il frivolo e l’eterno di Alessandro Burrone (Pechino)


Alessandro Burrone (1994) è cresciuto tra Torino e Cigliano (VC) e vive a Pechino, dove sta conseguendo un dottorato di ricerca. Ha collaborato con riviste e blog letterari, tra cui: Pangea, Studi Cattolici, Il Sussidiario, farapoesia, La poesia e lo spirito. Con Fara ha pubblicato la raccolta di poesie, La sete, il sonno (2022) e il romanzo La promessa di vita nel tuo cuore (2023, vincitore del concorso Narrapoetando), la silloge Le mie mani non sanno (I class. al Narrapoetando).


«Riflessione profonda e attuale, ben documentata e ispirata a un principio generale che riesce a stagliarsi in primo piano senza mai scadere nel didascalico o, peggio, nel dottrinario.» (Paolo Calabrò)


«Il frivolo e l’eterno si segnala per il solido interesse storico, fondato su una ricerca puntuale e restituito in una lingua elegante e consapevole.» (Graziella Sidoli)

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