martedì 23 gennaio 2018

Vedere come va a finire


La collezionista, Chiara De Luca
Recensione di Ilaria Brandi






"Sapevo vivere senza amore, ci ero abituata, ma non senza le sigarette e il miraggio di un amore. Era un’etichetta che appiccicavo sempre sulla fronte sbagliata. Come mettere l’etichetta Marmellata su un barattolo di peperoncino. – Prova un po’ a spalmarlo sul pane. In fondo tutti abbiamo in dotazione delle etichette. E quando abbiamo voglia di marmellata, ne attacchiamo una sul primo barattolo che passa. Che poi quel barattolo sia davvero di marmellata, che trovi in casa ogni mattina, almeno per un po’... beh, è questione di fortuna.”

Federica è una collezionista, ma non una di quelle convenzionali, che accumulano monete o francobolli. No, Federica accumula colloqui di lavoro, libri, maglioni e pantaloni di colore nero, traslochi, cicche di sigarette, sogni nel cassetto che è troppo stanca per sognare.
Ha appena finito l'università e invece di sentirsi felice, di sentire la propria vita che comincia, si sente stanca e svuotata, disorientata quando pensa al futuro. Decide di trovare una casa, e di aggiungere qualche esemplare alla sua collezione di colloqui. Si trova quindi davanti a una sfilata di lavori (quasi) tutti plausibili, adatti per una ragazza giovane che ha bisogno di fare esperienza. E lei li rifiuta. Li rifiuta perché Federica, sotto il trucco e gli alcolici e le speranze andate a male, scrive poesie. E ama la luce del sole. E respira letteratura. E Federica vuole fare la traduttrice letteraria. E nonostante la voglia di stendersi sul letto di una stanza che non è davvero la sua e dormire per giorni, continua a presentarsi a colloqui perché sa che, se si addormentasse, al suo risveglio non troverebbe una lettera da Babbo Natale, al quale crede ancora per cocciutaggine e ha inviato il suo curriculum.
Questo libro è uno spaccato molto efficace della società dei nostri tempi, che illustra alacremente la condizione di molti giovani in Italia.
È anche più di questo, però: è un racconto in cui ci si può ritrovare, che parla alle stesso tempo di cose vicine e lontane da noi.

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