lunedì 4 giugno 2012

I "battenti" di Guardia Sanframondi (BN)

Luca Iuliani e Carla Cirillo hanno recentemente pubblicato su «La Provincia Sannita» una articolo molto interessante dal titolo “La fede e i 'battenti' nei riti di Guardia Sanframondi”: si tratta di riti penitenziali che hanno luogo ogni sette anni in onore della Vergine Assunta. Carla  Cirillo li ha studiati e riscoperti grazie anche al prof. Luca Iuliani e ce ne presenta qui sotto un breve abastract.

In alcuni riti di fede contemporanei ancora sopravvivono tracce di culti antichissimi, probabilmente pagani, che evidenziano in aspetti toccanti e, in apparenza inspiegabili, forme comuni di devozione. Nei Riti Settennali di Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento, si onora la Madonna dell’Assunta con diverse processioni, ma soprattutto con quella che coinvolge una folla rigorosamente anonima di battenti e flagellatori. Uomini e donne protetti da sai e cappucci bianchi si scoprono il petto e si battono con una spugna piena di spilli, ferendosi a sangue. È il sangue che fa accorrere in questa località studiosi e curiosi da tutto il mondo. Il sangue, legame di vita nella maggior parte dei culti sacri noti, simbolo di fede, sostanza che, in particolare, quotidianamente nella messa cattolica testimonia l’importanza del corpo di Dio per i credenti, invitati, anche se non fattivamente, a bere la sua sostanza di vita. Una offerta impari quella fatta dai battenti, ma che li proietta  in una terra liminare – comune a popoli, terre e epoche diverse-  in cui il gesto si incarica di esprimere quanto l’uomo aspiri a avvicinarsi a Dio, invocando per intercessione sua Madre, non dimenticando, quindi di essere suoi figli, a lui simili, ma pur sempre bisognosi di indicazioni e perdoni.

Carla Cirillo
                                                                                                                                                                                                                                                                   

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