lunedì 25 gennaio 2021

Su "L'ora stabilita" di Francesco Filia (Fara 2020)

di Fabio Orrico

Vincitrice del concorso Faraexcelsior 2020 L’ora stabilita è l’ultima raccolta di poesie del napoletano Francesco Filia

Un libro denso seppure dalla foliazione contenuta. Rispetto a, per esempio, La neve, sempre uscito per i tipi di Fara nel 2012 abbiamo un dettato più secco. Se, nel libro sopracitato, il verso traboccava spesso e volentieri dalla gabbia dell'endecasillabo e il tono tendeva fatalmente alla narrativa (ma una narrativa dalle pulsioni oracolari e misteriose), qui abbiamo poesie che sono accensioni rapidissime, brevi e violente. 

Ma, lunghezza a parte, sembrerebbe che la cifra di Filia sia il poema prima ancora che la lirica. Praticamente tutti i suoi libri mirano all'organicità di un discorso complesso, scandito per stazioni. 

Cosa sta al centro dell’Ora stabilita? Cosa ne occupa il cuore? Probabilmente lo stesso enunciato che dà il titolo all'opera. L'ora di cui parla Filia è quella della morte, il  momento che percepiamo, nonostante tutto, come quello fondante dell'esistenza stessa. Filia ce lo racconta attraverso frammenti di una biografia esemplare, frantumata e forse impossibile da ricomporre. In questo senso la poesia dello scrittore napoletano è prettamente novecentesca, concentrata sugli scarti, sui tempi morti, su quegli istanti minimi che, proprio per questo diventano rivelatori. L'uomo messo in scena da Filia, proprio quando tira le somme della sua condotta terrena, si aggrappa alle sensazioni concrete, le trame del vivere che danno senso al nostro stare al mondo: i capelli della donna amata, per esempio, oppure il dolore evocato come prova materiale del vivere. 

Particolare non da poco, L’ora stabilita si apre sul segno grafico dei puntini di sospensione, si apre insomma nel momento, anche semantico, di massima apertura. E infatti la poesia di Francesco Filia, sembra non avere remore, si muove labirinticamente lungo blocchi di senso, interroga il reale pronunciando le domande più imbarazzanti. Un libro, questo, tra i più belli dell'autore, tra i più emozionanti da leggere, tra i più ardui da metabolizzare.



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