venerdì 25 gennaio 2019

Una visione della paura moderna e senza tempo

recensione di Celeste Babboni

“Ammassi di ossa. Sarebbe sufficiente guardarli per capire che il loro cuore non batte più. Faccio il mio dovere e dichiaro la sopravvenuta morte. Ogni sirena è un tonfo, ogni tonfo è un nuovo carbone per i forni. Operai malati non servono. Si marcia muti verso la stessa direzione.”



In una quotidianità parallela alla nostra, tuttavia molto più simile ad essa di quanto sembri inizialmente, Angela Colapinto colloca la sua collezione di brevi racconti: Paura.
Può apparire di  facile presa scrivere storie facendo leva  sull’inquietudine e l’angoscia degli  uomini, in quanto sentimenti verso i quali tutti siamo più o meno sensibili e che ogni persona condivide, ma non è sicuramente questo il caso di Angela e della sua raccolta.
L’autrice infatti non si limita a tenerci con il fiato sospeso per  tutta la durata dell’episodio, ma conclude sempre le sue narrazioni con finali enigmatici e soprattutto  con una grande dose di originalità; il lettore dunque non può fare a meno di creare lui stesso interpretazioni e soluzioni alle vicende, nelle quali è pienamente coinvolto.  
Tutto ha quasi sempre inizio in un contesto pressoché tranquillo e a noi abituale, che consente di immedesimarsi con facilità negli insoliti personaggi descritti; è proprio nel momento in cui ci siamo addentrati ed identificati nella storia che le cose incominciano a mostrarsi equivoche e a dir poco inquietanti.
Angela pertanto gioca con le nostre menti dall’inizio della vicenda fino alle ultime frasi, ricche di ambiguità, nelle quali ha pieno controllo dei più intimi timori di ognuno di noi.
Ciò che crea maggiore angoscia è proprio la rottura dell’ordine che ci è familiare, degli “imperativi rassicuranti che danno alle fasi della giornata un senso di regolarità”.

L’irruzione di qualcosa di estraneo alla nostra realtà in vite scandite da tranquillizzanti ritmi risulta terrorizzante: per questo motivo la visione di Angela nei confronti della paura si può definire moderna e ciò nonostante senza tempo.

Nessun commento: