domenica 22 ottobre 2017

"Nel nome del mare" di Cinzia Demi: lettera di Gabriella Sica






Cara Cinzia Demi, mi è giunto il tuo nuovo piccolo e ben prezioso librino, all’insegna del mare, anzi, come suona il titolo, Nel nome del mare, appena uscito per “Carteggi letterari” di Messina. Non saprei dire perché, leggendolo, ne ho ricavato una vaga e non meglio precisata sensazione di autentica commozione. Forse mi ha commosso il mare, che non conserva niente di noi e della nostra storia, eppure sempre al mare torniamo come a un approdo dove scrutare la linea dell’infinito. Forse mi ha commosso il pellegrinaggio che è la nostra vita o quel sentire la profondità del mare e il suo proprio movimento iterativo, quello del tornare e di nuovo tornare, come tornano su se stessi i versi di una poesia, con la stessa tenacia e resistenza. E poi davvero un muovere con te verso quel tempo lontano dell’infanzia, che è il tempo della madre e, per te più di altri, del mare. Mare e madre, uniti dalla stessa radice, dallo stesso sprofondare nell’acqua profonda e immensa, impossibile da recintare e che aumenta la sete. Sete di andare, di conoscere, sperimentare per poi tornare; “quel cadere nel fondo” proprio di un sasso devi averlo sperimentato, ma sei poi tornata. Tornare come si torna dopo un viaggio: diversi da prima. Con tutto l’amaro e tutto l’amore che il mare comprende nella sua assonanza non solo fonica, ma nella capacità di abbracciare un corpo. Lì, nel mare, sai nuotare e abbandonarti, ma non ti lasci andare come Ofelia, provi sempre ad andare oltre, come una Maddalena di piazza in piazza.
Mai come nel tuo caso il tempo trascorso si è fatto spazio e luogo. Lo ritrovi intatto com’era nella memoria, nella città dove sei nata e dove ancora cammini e che si chiama Piombino, con la vista che si apre sulle isole toscane (e quella parte distaccata che è Populonia, dove il mare entra nei campi e dove c’è una “sabbia ferrosa e dorata / profumata di tamerici e gigli di mare”, e da cui si sale verso la rocca). Non è una solida pianura perché capita anche di salire o scendere nella fatica mai orizzontale del vivere, stando sulla terraferma colma di rumori e odori del mare, di chiese e torri di antica costruzione, di echi e di versi di poeti che hanno respirato l’aria del mare tirrenico. Si sentono quei versi trascolorare tra le tue rigorose, agili e fiere strofette, tra i versi che scavallano l’endecasillabo o lo restringono, e il loro respiro si fa sentire e ancora sentire. Onda su onda, risacca su risacca, esperienza su esperienza, onda che si frange e svanisce, tenace e stoica e poi ritorna di nuovo. Nel mare non c’è storia né reliquie, c’è solo una fissità imperturbabile che è quella superstite della poesia, che ci rimane tra le mani come i sassolini della spiaggia o le parole che sole possono fissare quello che è fluttuante. Auguri e auguri per la tua poesia!
Una pellegrina di nascita, che ama come te camminare.

Gabriella Sica




Cinzia Demi è nata a Piombino (LI), lavora e vive a Bologna, dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Italianistica.
E’ operatrice culturale, poeta, scrittrice e saggista.
Dirige le Collane di Poesia Sibilla per la Casa Editrice Pendragon (Bologna), Collana di Poesia Contemporanea per Il Foglio (Piombino), e insieme a Giancarlo Pontiggia l’appena nata Collana di poesia under 40 Kleide per la Minerva (Bologna). Cura per il sito culturale francese Altritaliani la rubrica “Missione poesia”. Per l’Università di Bologna collabora con il Centro di Poesia Contemporanea, la Festa della Storia.
È inserita nell’Atlante della poesia contemporanea online “Ossigeno nascente” curata dall’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna e da Giancarlo Pontiggia, Alberto Bertoni, Marco Marangoni e Gian Mario Anselmi.
Ha pubblicato: “Incontriamoci all’Inferno” Parodia di fatti e personaggi della Divina Commedia di Dante Alighieri (Pendragon, 2007); “Il tratto che ci unisce” (Prova d’Autore, 2009); “Al di là dello specchio fatato. Fiabe in poesia” (Albatros, 2010); “Caterina Sforza. Una forza della natura fra mito e poesia” (FARAEditore, 2010); “Incontri e Incantamenti (Raffaelli, 2012); “Ersilia Bronzini Majno. Immaginario biografico di un’italiana tra ruolo pubblico e privato” (Pendragon, 2013); “Ero Maddalena” (Puntoacapo, 2013); l’antologia da lei curata insieme a Patrizia Garofalo “Tra Livorno e Genova: il poeta delle due città” . Omaggio a Giorgio Caproni (Il Foglio, 2013); l’antologia di racconti da lei curata “Amori dAmare” (Minerva, 2014); “Maria e Gabriele. L’accoglienza delle madri” (Puntoacapo 2015). Suoi testi di poesia, narrativa e saggistica sono presenti in diverse antologie nazionali, di cui l’ultima è “Una luce sorveglia l’infinito (tutto è misericordia)” nella quale è presente con un testo articolato in tre canti dal titolo “Ipazia” (La vita felice, 2016). Parte di una sua silloge “Nel nome del mare” è uscita nel 2015 sulla rivista Italian Poetry Review (S.E.F.). Nel 2017 la raccolta completa dall’omonimo titolo è stata pubblicata per i tipi di Carteggi Letterari.
Realizza con i suoi lavori eventi di drammaturgia con letture interpretative, musica e arti varie.
E’ organizzatrice e curatrice di diversi eventi culturali. Tra i più recenti: “Un thè con la poesia”, ciclo di incontri tematici con autori di poesia contemporanea, presso il Cafè Marinetti dell’Hotel Majestic “già Baglioni” di Bologna, “La cultura partenopea degli anni Duemila. Poesia e musica profeti e testimoni del nostro tempo”, lo spettacolo “Maria e Gabriele” recital dall’omonimo libro con interventi musicali, “Poesia e Musica della Prima Guerra Mondiale” rivolto ai ragazzi delle scuole medie superiori del bacino bolognese, (tutti realizzati presso il Circolo Ufficiali di Bologna), “Il femminile sommerso. Archetipi del riconoscimento”, ciclo di incontri culturali sulle tessitrici d’amore tradito, progetto promosso dal Comune di Bologna, Quartiere S. Stefano. Ha progettato il festival “Populonia in Arte”, tra poesia, teatro, musica, pittura, ala sua prima edizione dal 27 al 29 luglio 2017, presso il Borgo Medievale di Populonia (Piombino, LI)
E’ presidente dell’Associazione Culturale “Estroversi”.

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