Pubblicato da
Alessandro Ramberti
in data
di Giuseppe Callegari Mi chiamo Enea e sono un operatore ecologico a Monzambano, terra di confine fra la provincia di Mantova e il lago di Garda. Una domenica di gennaio inoltrato faccio una passeggiata con due amici, il mio cane Silvio ed un umano. Si chiacchiera, ci si prende bonariamente in giro, Silvio è felice e corre descrivendo creative traiettorie, ma si avvicina troppo al canale, scivola e cade dentro. Non ci penso due volte, mi tuffo per portarlo in salvo. Silvio non è solo un cane, è un amico, un confidente a cui mi affido e lui con un’alzata di orecchie, un guaito, uno scodinzolamento partecipa al colloquio facendomi partecipe delle sue considerazioni. L’acqua è fredda, gelida, mi muovo a fatica, cerco di raggiungere la riva, ma il parapetto alto mi respinge e la corrente mi ricaccia in mezzo al canale. Lotto disperatamente, non solo per me, ma anche per Silvio e nel momento in cui mi accorgo che mi sto accomiatando dal consesso umano ho l’accenno di un sorriso: non dovrò...
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