Pubblicato da
Alessandro Ramberti
in data
di Vincenzo Capodiferro Erano due amiche del cuore: Silvana Rampognano e Ludovica Crispolo! Avevano studiato da ragazze all’Istituto Maria Ausiliatrice di Varese. Erano le prime della classe in quel fatidico 1956, anno delle nevicate e dei carri armati, anno delle primavere foriere. Avevano una strana professoressa di matematica. Era una suora. Si chiamava Suor Beatrice De Ricci. Questa parlava tanto strano: oltre al rotacismo ‘francesista’ aveva una intercalare fissa. Ogni parola la finiva per: «Ah!» Una volta chiamò alla lavagna Ludovica e cominciò a dettare un’espressione: «3a+t0a+ra+t1a…» «E che sono tutte queste ‘a’?» sobillava all’amica. «Ma che hai scritto?! Non è così!» «Mi pare una mitraglia qua!» «Stamattina è guerra.» «Prof … mi scusi, ma non capisco …» «Ma cosa hai scritto!» Se ne veniva suor Bice: «Vieni tu Silvana, copiami questa espressione dal libro.» «Ah ah ah ah!». Aveva messo delle ‘a’ di troppo. E stavano tutti a ridere. Crebbero e stavano bene. ...
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