martedì 13 gennaio 2026

TRENTINO

di Vincenzo Capodiferro




Piccola fiaba ispirata alla muraglia cinese delle Dolomiti lucane. Passando per Pietrapertosa il mio pensiero subito volava… al Trentino…


Sapete perché il Trentino si chiama così? C’era una volta nell’anno Mille un re, che si chiamava Santo. Era un padre buono e la sua sposa era la regina di Mulla, il vecchio nome della città di Trento. Il nome derivava da Mull, che significa spazzatura, o da Mille, perché s’era ingrandita nell’anno Mille. Santo e la sua amata sposa, che si chiamava Santina, ebbero trenta figli e li chiamarono ognuno con il nome del numero corrispondente: Primo, Secondo, Terzo, Quarto… fino ad arrivare al trentesimo, il quale nacque alla fine, quando Santina era molto avanzata negli anni. Era molto basso di statura, perciò lo chiamavano Trentino. Trentino era molto intelligente ed attivo, perciò il padre, contravvenendo alla legge della primogenitura, voleva lasciare il regno di Mull a Trento, come si chiamava l’ultimo figlio, o Trentino, come lo chiamavano. Però gli altri fratelli non accettavano le risoluzioni del genitore e cominciarono a congiurare contro Trentino: 

– È basso, anche se bello, astuto! vuole prendersi il regno! Il castello di Mull, perciò, veniva chiamato del Malconsiglio, perché tutti i figli congiurarono contro Trentino e contro i Genitori, il re e la regina. Si formarono due gruppi, uno era a favore di Trentino, anche se erano pochi: Settimio, Ottavio, Decio, Quindecimo, Ventitreesimo, Ventisettimo. Tutti gli altri favorivano Primo. Tredicesimo e Diciassettesimo si disputavano la carica di Viceré. Alla fine decisero di andare a disperdere Trentino in una foresta. Però alcuni dicevano:

– Guardate che Trentino è molto furbo, se lo lasciamo nella foresta Giulia potrebbe ritirarsi. Egli parla con gli animali e con le piante. È esperto nella magia.  

La foresta Giulia era un’antica boscaglia che si ergeva per tutta la Venezia Superiore ed era immensa, facilmente ti ci potevi perdere. Prese questo nome perché Giulio Cesare vi si rifugiò durante la Guerra Civile con Pompeo con le truppe e così non si faceva mai trovare. La foresta poi fu tagliata per le riforme dei contadini. Allora intervenne Diciassettesimo:

– Portiamolo e caliamolo nella grotta di Friulio, è una grande voragine, senza fondo. Di lì non ne uscirà più. Ah ah ah!

Con la scusa di fare una gita tra le montagne e fare un picnic presero Trentino e lo calarono dentro l’immane voragine della caverna di Friulio.

– Aiuto! Aiuto! – Gridava il povero Trentino, ma quegli ingrati di fratelli senza cuore scapparono via. Pareva proprio come Giuseppe e i suoi fratelli. Quando tornarono a casa dissero al padre che era morto, caduto da una rupe e che il corpo era stato afferrato da una grande aquila e portato via.

– Adesso, come farò? – Balbettava Trentino stridendo i denti, ma non si scoraggiava. Le provviste finirono. Ad un certo punto udì da lontano una voce:

– Ah! Chi sei tu? Trentino!

– Come fa a sapere il mio nome? – Pensava tra sé: – E chi abita qui in queste grotte orrende? Staro sognando, o sono morto.

E comparve dal buio della caverna un uomo con una barba lunghissima, vestito di un manto finissimo e dietro seguiva una donna bellissima, pareva una fata e una corte di gnomi, di nati e di altri esseri strani. 

– Io sono il mago Friulio e questa è mia moglie Smeralda. Io sono il Signore di questa terra, il Friuli.

Si presero cura di Trentino, che stette in quella grotta per dieci anni. Intanto Primo aveva spodestato il padre, fatti rinchiudere i genitori nelle secrete del castello di Malconsiglio e dominava tirannicamente sulla città di Mull e su tutto il principato.  Aveva chiesto in mano anche una delle figlie di Friulio, Giacinta, che era bellissima, ma Friulio si era rifiutato, allora l’aveva fatta rapire dai suoi bravi. Giacinta era innamorata di Trentino. 

Friulio aveva le chiavi del regno di Fantasia, un regno infinito, ove esistevano interminabili schiere di esseri strani, mai visti. 

Per liberare Giacinta e il regno di Mull, Trentino assoldò dal regno di Fantasia un esercito di militi di ghiaccio, guidati da Frigerio. L’esercito partì alla volta di Mull per assaltare il castello di Malconsiglio. All’inizio tesero un tranello e mandarono in dono, da parte di Friulio, Signore del Friuli, una grande statua di ghiaccio, che pareva di vetro, facendo finta che Friulio avesse accettato le pretese di Primo su sua figlia Giacinta. Gli altri fratelli, soprattutto Diciassettesimo, erano diffidenti, ma Tredicesimo alla fine riuscì a convincere Primo ad accettare il dono, per prendere in moglie Giacinta con il consenso del padre. 

Fecero entrare la statua nell’atrio del castello di Malconsiglio. Tutti l’ammiravano, pareva di cristallo luminescente. Durante la notte dalla statua uscirono i soldati di ghiaccio, intanto un altro esercito, guidato da Trentino, aveva raccolto per strada tutti i ribelli, e si recava dritto al castello di Primo. Con un’azione congiunta i soldati di dentro e quelli di fuori che sfondarono il portone del castello. Irruppero, sconfissero il nemico. Fecero prigionieri i fratelli, li rinchiusero nella torre, liberarono i prigionieri. Santo e Santina furono liberati e Trentino fu proclamato re di Mull, con l’acclamazione di tutto il popolo che si era liberato della tirannia. Trentino sposò la principessa Giacinta e regnarono per lunghi anni, felici. Il regno prosperò sotto la reggenza di Trentino. Da allora la città di Mull fu chiamata Trento, in onore del re e il castello di Malconsiglio mutò il nome in Buonconsiglio.

Nessun commento:

Posta un commento